I cloni più ricercati

Soft Secrets
09 May 2018
Benvenuti nel meraviglioso mondo delle talee, dei cloni, dei cut, dei rami, etc., un mondo noto a tutti i cannabicoltori. Se non lo conosci, leggi e ne saprai di più. Questo articolo, comunque, non parla dei metodi di preparazione delle talee, o di somministrazione degli ormoni per lo sviluppo delle radici, niente di tutto ciò. Il mio discorso verte piuttosto sulle talee più richieste: veri e propri cloni che sono alla portata di pochi privilegiati e che, spesso per problemi di attraversamento delle frontiere, non possono essere trasportati dall’altra parte del mondo. Avrai quasi certamente sentito parlare delle quattro varietà di seguito illustrate, nella loro forma originale, o sotto forma di ibridi realizzati incrociandole con altre varietà: di fatti i selezionatori utilizzano nomi, o parti di nomi, esistenti per battezzare le loro creazioni. Ma bando alle ciance, cominciamo con la prima. Le piante di seguito descritte non sono le “Top 4”, ma ti assicuro che sono quelle maggiormente richieste al momento. In un altro numero prenderò in esame altre 4 varietà.

Girl Scout Cookies (Thin Mint)

Cominciamo con una pianta molto particolare, battezzata col nome dei biscotti venduti dalle giovani esploratrici americane, le Girl Scouts. Pur essendo una pianta con un forte carattere Kush, presenta una parte sativa molto evidente nella sua struttura. [caption id="attachment_7106" align="alignnone" width="500"]I cloni più ricercati Girl Scout Cookies[/caption] Questa fanciulla proviene da un incrocio magico fra OG Kush e Durban Poison. Quest’ultima, lo ricordiamo, è identificata teoricamente come varietà pura, originaria della zona di Durban (Africa). Dico “teoricamente” poiché, dopo le tante ibridazioni che si sono succedute nella storia della cannabis, non posso dire con certezza che si tratta di una sativa originaria di Durban assolutamente pura. Basti pensare che questa varietà arrivò in Olanda fin dagli anni 70 e da allora, dopo varie selezioni, ha subito vari adattamenti. Già sapendo da dove proviene la sua parte sativa, se ne può facilmente immaginare l’effetto benefico per il corpo, la mente e l’anima. Cresce con una buona ramificazione, è facile da utilizzare per la produzione di talee, assume una colorazione porpora-ametista durante la fioritura, che muta in verde scuro nella fase successiva. L’effetto è potentissimo ed in grado di atterrare il fumatore più esperto. Possiede una quantità di resina che rasenta l’anormalità. Il sapore ha un sottofondo di menta molto particolare. Pur non essendo ad altissima resa, puoi star certo che ne ricaverai un prodotto di qualità superiore. Se hai la fortuna di procurarti il clone originale, stai attento a non esagerare con i fertilizzanti. Il massimo della produzione l’otterrai coltivandola con il metodo SOG. [caption id="attachment_7107" align="alignnone" width="500"]I cloni più ricercati Girl Scout Cookies[/caption] Noi, in particolare, quando la piantiamo ci andiamo piano con i fertilizzanti. Si deve anche tener conto della potenza di questo fenotipo: è un gioiello sia letteralmente che figuratamente, tanto bella quanto forte. In quanto al suo uso medico, è perfetta per i dolori acuti, le infiammazioni, la nausea, l’insonnia e la perdita di appetito. Per gli “ansiosi”, che non riescono a procurarsi il clone, suggerisco alcune alternative: Cookies Kush (Barney´s Farm): Girl Scout Cookies x OG Kush Girl Scout Cookies (Cali Connection): Girl Scout Cookies (Thin Mint cut) S1

Gorilla Glue #4

Continuiamo con un altro mostro che, pare, sia nato per puro caso. La storia che circola nelle reti sociali su questa varietà è la seguente: il suo selezionatore, noto con il nome di Joesy Whales, dopo aver coltivato varie genetiche, fra cui Chem Sis, scoprì che alcune erano diventate ermafroditi ed avevano impollinato Sour Dubb (una sativa di origine incerta che stava coltivando, insieme alle altre, in quel momento). Per questo scherzo della natura, decise di abbandonare il progetto e di regalarne i semi a un suo amico, Mardogg. Questi furono germinati anni dopo, dallo stesso Mardogg, ottenendo 4 fenotipi eccezionali, fra cui uno davvero ultragalattico, il numero 4. [caption id="attachment_7108" align="alignnone" width="500"]I cloni più ricercati Gorilla Glue #4[/caption] Un po’ di tempo dopo, lo stesso Joesy Whales venne allo scoperto per fare chiarezza su questo episodio: “Mi hanno fatto un sacco di domande sulla Gorilla Glue 4, allora vi dirò esattamente come sono andate le cose. Alcuni anni fa stavo coltivando Sour Dubb, Chem ed altre varietà. La Chem Sis sviluppò tratti maschili: le banane di polline spuntate finirono per impollinare la Sour Dubb. Conservai per un anno questi semi e alla fine mi decisi a germinarne 5. Riuscii ad ottenere un buon fenotipo, ma le altre quattro piante divennero tutte ermafrodite e impollinarono l’intera area di coltivazione. Mi arrabbiai molto, presi e buttai via tutto, regalando i semi al mio amico Mardogg, che ne mise un bel po’ da parte. Un anno dopo cominciammo un nuovo progetto insieme. Mardogg germinò 6 dei semi conservati. Io ero molto perplesso, perché temevo che diventassero ermafroditi. Alla fine, invece ottenemmo tutte femmine e, dopo una selezione, scegliemmo i fenotipi 1, 3, 4 e un altro che chiamammo “ runt” (il brutto anatroccolo). Tutti erano eccezionali ma ci limitammo a conservare il 4, che era davvero eccezionale. Quindi dico grazie a Mardogg ma anche alla fortuna”. Paradossalmente, da tutto quel caos è venuta fuori una pianta davvero straordinaria. Se riesci a procurartene un esemplare, stai certo che non l’abbandonerai più: resterà nella tua camera di selezione insieme alle altre madri. Che cosa ti puoi aspettare? Tutto! Una pianta rigogliosa, una produzione soddisfacente, una quantità di resina al di fuori di ogni immaginazione: diventerà bianca, ma non per lo spavento, a spaventarti sarai piuttosto tu quando la fumerai! [caption id="attachment_7109" align="alignnone" width="500"]I cloni più ricercati Gorilla Glue #4[/caption] Potrai attendere fino alla decima settimana dalla fioritura, ma noi di Dr. Underground preferiamo raccoglierla alla nona. È un fenotipo molto potente; l’analisi ha evidenziato un livello di THC attorno al 30%, che può variare secondo il metodo di coltivazione e le condizioni. Avendola provata noi stessi, simili livelli non ci sorprendono affatto. L’aroma va dal cioccolato, al Diesel, alle note dolci, insomma fa pensare. L’effetto è chiaro, pulito, cerebrale. In campo medico è perfetta per i dolori e le coliche mestruali. In questo ambito gli effetti benefici si contano a migliaia. Già lo sai, se riesci a procurarti l’originale o uno dei suoi ibridi, non lasciartelo sfuggire. Inoltre, molti incroci sono stati realizzati con questa varietà, te ne cito alcuni: Future (Exotic Genetics): Gorilla Glue 4 x Starfighter F2 Gorilla OG (Dr. Underground Limited Editions): Gorilla Glue #4 x Tahoe Original cut Gorilla Glue (Auto FastBuds): Gorilla Glue #4 versione autofiorente.

East Coast Sour Diesel

Questa è un altro capolavoro, la mia preferita, fra tutti i cloni menzionati in questo articolo. Non so se resterà tale anche in futuro, vista la quantità di altre varietà che restano ancora da provare... L’ho conosciuta per la prima volta sotto forma di S1, attraverso Dr. Greenthumb (banco dei semi canadese con referenze eccezionali). La chiamerò, per brevità, “ECSD s1”. Prima di questa S1 ho provato molte altre genetiche Diesel, che lo sono solo di nome (di fatti mentre alcune piante sono davvero Diesel, altre non meritano di essere chiamate così). La ECSD s1, in particolare, mi ha avvinto, me ne sono innamorato e sono caduto ai suoi piedi. Lo stesso vale per il clone originale. A dire il vero, anche se l’originale è unico, le altre presentano differenze davvero minime. [caption id="attachment_7111" align="alignnone" width="500"]I cloni più ricercati East Coast Sour Diesel[/caption] L’origine di questa varietà è un po’ controversa. Quanto a me, preferisco ritenerla un ibrido creato dall’unione fra Original Diesel e DNL. Curiosamente una di questa progenitrici (precisamente l’Original Diesel) è un altro cut molto ricercato, anche noto come Daywrecker o Headband, ma ne parleremo in un altro numero. Per tornare alla nostra amata East Coast Sour Diesel e alle sue qualità, possono ricordare la definizione che ne ho dato quando il mio socio Nachillo mi chiese di giudicarne l’effetto. Vi sembrerà strano ma gli risposi così: “Ogni volta che fai un tiro, vedi la Madonna scendere dal cielo ed avvolgerti in un abbraccio caldo e di pace assoluta”. Non voglio certo fare qui disquisizioni religiose, mi limito a descrivere semplicemente la sensazione trascendentale che provai (le mie credenze preferisco tenerle per me). Questa pianta è fuori dal comune, in tutti i sensi: produzione, bud, resina, persino i calici sono enormi, sembrano fecondati anche se non lo sono. Il sapore e l’aroma sono quelli autentici del Diesel: un fuel penetrante, una delizia. La fioritura può continuare fino a 10 settimane, noi ci limitiamo a 9 e mezzo. Tendo a favorire la crescita dei rami laterali perché, se crescono abbastanza, possono arrivare a misurare la stessa grandezza del fusto principale, con bud di eguale misura, soprattutto in un sistema di coltura aeroponico (in cui siamo specializzati). Se, come ti ho raccomandato per le varietà precedenti, ti procuri il clone originale, sarai combattuto su quale varietà voler consumare. Se questo non è possibile, puoi optare per le seguenti alternative: East Coast Sour Diesel S1 (Dr. Greenthumb): ECSD x il medesimo clone. East Coast Sour Diesel Haze (Connoseur Genetics): ECSD x Super Silver Sour Diesel Haze. Sour Diesel IBL (Reservoir Seeds): per ottenere questo IBL la selezione è stata effettuata a partire dalla NYC Diesel di Soma Seeds, da cui è stata ricavata BX1 arrivando poi, man mano, all’IBL.

Tahoe OG Kush (Original Cut)

Prima di tutto vorrei chiarire che stiamo parlando qui del clone originale (“the only cut”). Molte banche l’hanno incrociato con altri ibridi OG, ottenendo esemplari battezzati con lo stesso nome, che non intendo qui sminuire. Voglio solo rimarcarne la differenza: in questo caso si tratta del clone élite. Si dice che questa genetica provenga da un breeder, un guru della cannabis, che viveva a Tahoe alla fine degli anni 80, anche se non ne sono certo... nessuno può esserlo. A prima vista sembra una pianta come le altre, con foglie di colore verde semi-scuro. Durante il ciclo vegetativo, però, il suo odore si fa sentire. Entrata nella fase di fioritura forma bud densi, molto viscosi, con calici carichi di resina, che è ancora più abbondante sui due lati delle foglie, tanto da conferire ai bud un colore bianco caratteristico, con stigmi di colore arancio. Per lo spavento ti chiederai: “Che cosa sono? Palle di neve? Ha grandinato nel mio giardino?...” [caption id="attachment_7110" align="alignnone" width="500"]I cloni più ricercati Tahoe OG Kush[/caption] In quanto al ciclo di crescita, è una pianta resistente, richiede nutrimento, non la danneggerai se provi a piegarne i rami, per renderli di lunghezza uguale a quella dello stelo centrale, ottenendo così la maggior quantità dei tanto desiderati “chicchi di grandine” (come chiamo io questi enormi bud, duri e bianchi, che produce). Se la raccogli a 9 settimane di fioritura, benché altri preferiscano farlo a 10, otterrai una grande quantità di bud duri, con calici enormi. Se provi a rompere un bud, si diffonderà nell’aria un aroma di petrolio penetrante variabile, con note di pino o limone forte. Normalmente questo sapore resta in bocca per qualche minuto. Se non è così... vuol dire che c’è qualcosa che non va: o non si tratta dell’originale o, più semplicemente, hai commesso un errore in qualche parte del ciclo di coltura. Ricorda che una pianta ben coltivata dà risultati ben diversi rispetto a un’altra che ha subìto sovradosaggi di azoto, o carenze dovute a un pH non sufficientemente controllato. Il clone Tahoe era molto noto negli USA, ma ha ottenuto maggior fama in Europa, grazie a un ibrido immesso sul mercato da Cali Connection. L’effetto è molto forte, si avverte direttamente nel lobo frontale del cervello, subito dietro gli occhi. Stai sereno però: non resterai lobotomizzato. Delle sue qualità apprezzo, in particolare, la sensazione di rilassamento muscolare che causa dal cervello fino alle dita del piede; una positività che aumenta a ogni secondo che passa dopo la prima boccata. Per scopi medici è una pianta ottima, come documentato negli USA su un elevato numero di pazienti, con risultati positivi nel trattamento di dolori acuti,ansietà, attacchi di panico, emicranie, disturbi allo stomaco causati dai farmaci, effetti collaterali della chemioterapia in pazienti affetti da tumori, o semplici gastriti, con forti spasmi e persistente sensazione di nausea. Inoltre, grazie al suo effetto, conferisce supporto vitale a pazienti in terapia di disintossicazione da droghe pericolose, non solo curandone i disturbi digestivi e del sonno, ma anche calmando l’ansia. Insomma è un altro capolavoro della natura da tenere presente. Se non riesci a procurarti il clone originale, eccoti alcune alternative: Tahoe OG Kush (Cali Connection): Tahoe OG Kush cut x SFV OG Kush F4 Dark Cookie (Dr. Underground Limited Edition): Tahoe OG Kush cut x Girl Scout Cookies (thin mint cut) Questo è tutto gente. Spero che questo piccolo mondo vi sia piaciuto. Nei prossimi numeri continuerò il mio racconto. Approfitto per salutare tutti gli attivisti impegnati nella lotta per la legalizzazione, nonché tutti i cannabicoltori e gli amici del mondo della cannabis. di Alfred, Dr Underground
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