Power Plant alias P.P.

Exitable
13 Feb 2015

Una delle varietà di sativa più onnipresenti sulla scena europea è Power Plant di Dutch Passion.


Una delle varietà di sativa più onnipresenti sulla scena europea è Power Plant di Dutch Passion.

Una delle varietà di sativa più onnipresenti sulla scena europea è Power Plant di Dutch Passion.

Nome varietà: Power Plant
Selezionatore: Azienda semi Dutch Passion
Genetica: 80% sativa / 20% indica
Origini: Sudafrica
Fioritura: da 56 a 63 giorni
Raccolto outdoor: da 49 a 56 giorni o a metà-fine ottobre

La Power Plant (PP) di Dutch Passion offre una genetica di sativa stabile, pura, con una resa poderosa e affidabile. Con il suo effetto estremamente forte, integrato dalla fragranza terrosa e muschiata e dal sapore speziato e pepato con un retrogusto dolce, la PP ha raggiunto lo status di leggenda per la sua genetica classica sudafricana.

Forse la varietà più coltivata sulla scena commerciale olandese, sin dal suo lancio nel 1997, la Power Plant si fa strada in altre regioni in ascesa nel mondo della cannabis a livello internazionale e rappresenta la rara classe delle varietà stabilizzate che funzionano bene in indoor, outdoor e serra. I coltivatori outdoor che vivono in molti climi diversi coltivano con successo la PP. Sebbene sia oggi più diffusa sotto forma di clone nei Paesi Bassi, sono disponibili anche i semi femminizzati di Dutch Passion.

Storia delle origini della Power Plant

Prodotto della genetica sudafricana, la Power Plant è una discendente della Dagga, la varietà a predominanza sativa che si trova in questa regione. Nonostante il recente ritorno della coltivazione di varietà a elevato contenuto di CBD, la Power Plant ci ricorda l’epoca in cui regnava il THC, in cui i fumatori di tutto il mondo ricercavano l’effetto inafferrabile, di lucidità, che potevano ottenere dalle varietà di sativa pura. Sebbene l’effetto cerebrale ed energizzante per vari decenni sia stato considerato l’effetto da voler raggiungere dopo aver fumato erba, la coltivazione di queste varietà, soprattutto di origine tropicale, si è dimostrata problematica per chi viveva nelle regioni con un clima più freddo o un ciclo di crescita più limitato in outdoor, come Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Canada e la parte settentrionale degli Stati Uniti.

Le varietà sudafricane sono considerate sacre da alcuni selezionatori, per la combinazione più unica che rara di geni di sativa, con il loro effetto ‘trip’ e di un periodo di fioritura breve e gestibile. A differenza delle varietà di sativa tropicali, i ceppi sudafricani terminano la fioritura in tempi ragionevoli, spesso prima dei primi geli. Questo consente cicli di crescita ancora più brevi per produrre i tanto desiderati raccolti di sativa nelle aree in cui questo era impossibile in precedenza.

Coltivazione, fenotipi ed effetto della Power Plant

La Power Plant offre i vantaggi combinati di una crescita veloce e di un elevato contenuto di sativa con la rispettiva facilità di coltivazione. Oltre a ciò, questa varietà pura non ibridata dà a tutti i coltivatori il meglio della genetica della sativa senza i casini che generalmente derivano dalla coltivazione di varietà di sativa pura e di haze. Ciononostante, la PP garantisce una resa elevatissima, il che richiede, quindi, alcune operazioni di supporto, come sostegni, vincoli e parti piegate o quanto di artificiale potrebbe essere necessario. La Power Plant è diventata famosa per la risposta positiva di fronte a certi tipi di stress della pianta e anche all’LST (orientamento a basso stress), alla cimatura, al super cropping e alle tecniche di potatura bonsai. 

Le colture più grandi sono omogenee e uniformi. È facile prevedere lo sviluppo e la resa di ogni coltivazione. Le cime verdi e leggere sono ricoperte di moltissimi pistilli di color arancione-rosso e il rapporto foglia-calice è basso. La PP non richiede un forte apporto di nutrienti.

I prefiori sono visibili una settimana dopo aver ridotto la luce a dodici ore. In outdoor, la fioritura inizia lentamente e questo è compensato poi dal rapido sviluppo delle cime. Se la si lascia a fiorire nel suo stato naturale, la PP germoglia da una e quattro cime apicali molto grosse, lunghe fino a venti-trenta centimetri, affiancate da numerose cime delle dimensioni di una pallina da golf. Questo risultato sorprende molti coltivatori di sativa che sono abituati a ottenere cime lunghe e sottili da questa famiglia. Se si utilizzano le tecniche sea-of-green o screen-of-green, l’energia della pianta viene dirottata nella produzione di svariate cime apicali grosse e corpose, disposte in maniera omogenea sul canopo della pianta.

Un ultimo vantaggio nella coltivazione della Power Plant rispetto a genetiche simili è che l’altezza della pianta può essere controllata facilmente e limitata relativamente, se necessario. Questo funziona sia in indoor sia in outdoor, dove il problema può essere l’altezza o il dover essere discreti. 

Uno svantaggio della coltivazione della Power Plant è l’odore eccessivamente forte. Bisogna controllare regolarmente i filtri, fare una buona manutenzione e sostituirli, se necessario. Per i coltivatori guerrilla outdoor, non c’è quasi modo per controllarne l’odore, che, naturalmente, è il primo motivo per cui si viene beccati.

Per quanto riguarda l’effetto potente, non è un caso che la pianta porti questo nome. Anche i fumatori più navigati riferiscono che questa varietà produce un effetto così forte che per alcuni può essere persino invalidante e che forse è più consigliato fumarla durante il giorno se poi non si ha nulla d’importante da fare. Ciononostante, dopo averla fumata non ci sedentarizza e non ci si addormenta di certo, perché i cannabinoidi che prevalgono nelle sative sudafricane tendono a indurre movimento e attività. Dopo una bella fumata di Power Plant, alcuni fumatori si mettono a pulire casa o creano intrighi elaborati e lunghi nella loro mente.

Ibridi imparentati con la Power Plant

Dato che la PP è una varietà pura, può essere combinata con altre varietà per creare potenti ibridi F1, in cui tutte le caratteristiche della discendenza possono essere attentamente controllate e selezionate. Due ibridi di Dutch Passion hanno avuto grande successo in passato, fra cui la Dolce Vita, risultato F1 dell’unione di due grandi sative: una femmina di Isis impollinata con polline femminizzato di Power Plant. L’altro è Sacra Frasca o ‘Santa Canna’, un incrocio fra un polline femminizzato Skunk Passion e una femmina di Power Plant.

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