Coltivazione

Cannabis enemy and remedy – parte II

Per: Kevin, May 18, 2018

Continua la serie riguardo i nemici della cannabis, con brevi descrizioni e i possibili rimedi.

Grilli e cavallette. Sono degli insetti appartenenti all’ordine degli Ortotteri; più esattamente, i grilli appartengono al sottordine degli Ensiferi e le cavallette a quello dei Celiferi. La maggior parte degli ortotteri sono organismi alati, in tutti i casi sono dotati di un potente apparato masticatore che unito al carattere fitofago di questi insetti, lo rende un nemico micidiale per le piante di cannabis. Infatti, questi individui si alimentano esclusivamente a spese dei vegetali che li ospitano. Individuarli non è semplice, spesso si mimetizzano tra le foglie; un segnale per accorgersi della loro presenza nel giardino sono le foglie mangiate, letteralmente prese a morsi da grilli o cavallette.

È un problema che riguarda soprattutto le coltivazioni sviluppate in outdoor, sebbene anche in indoor può presentarsi ma molto raramente. All’aria aperta il modo più efficace per mantenerli lontani dalle piante è di installare una rete antinsetto. La terra diatomacea risulta molto efficace; polverizzata sulla pianta, si depositano delle particelle particolarmente affilate, quando questi insetti masticatori si nutrono dalle piante, le schegge taglienti finiscono per ucciderli.

Cannabis enemy and remedy – parte II

Cavalletta

Cicaline. Sono una grande famiglia di insetti che fanno parte dell’ordine dei Rincoti Omotteri. In lingua inglese sono conosciute con il nome di leafhopper riferendosi alla loro capacità di saltare lunghe distanze. La grandezza delle cicaline può variare da 2 a 15 millimetri di lunghezza, hanno una colorazione vivace e sono dotati di ali che nei momenti di riposo utilizzano per ripararsi e mimetizzarsi. Le femmine di questo insetto sono dotate di un ovopositore, un organo capace di incidere il tessuto fogliare per deporne le uova. Le cicaline si nutrono succhiando la linfa della pianta, provocando la comparsa sulle foglie di piccole macchie traslucide, con conseguente perdita del vigore. Nei casi più gravi arriva a danneggiare seriamente la pianta provocandone la morte. Il maggiore danno associato alle cicaline è la trasmissione di virus alle piante; molte specie di cicaline sono portatori di agenti patogeni, quando si nutrono dalle piante i virus vengono trasmessi attraverso la saliva. Installare una rete antinsetto è ottimo modo preventivo per tenerle lontane. Applicazioni di neem e piretro aiutano a mantenere sotto controllo questo genere di attacchi; lo spinosad, un potente insetticida che contiene due tossine letali per gli insetti, è un rimedio molto efficace.

Sputacchine. Il nome latino è Aphrophoridae, una famiglia di insetti, stretti parenti delle cicaline, anch’essi appartenenti all’ordine dei Rincoti Omotteri. Il termine sputacchina deriva dal fatto che questo insetto alato vive avvolto nella linfa schiumosa della pianta di cui si nutre; la linfa appare molto simile alla saliva. Quando il livello di infestazione è basso, non risultano essere particolarmente nocivi; i danni arrecati alle piante si limitano alle punture effettuate per nutrirsi che però possono provocare malformazioni e agevolare la diffusione di malattie fungine. Inoltre, si ritiene che la sputacchina possa essere il vettore del batterio Xilella fastidiosa. La comparsa di una massa schiumosa su steli e foglie ci indica la presenza di sputacchina nel giardino. Barriere fisiche, neem e piretro terranno a bada questi insetti. La Beauveria bassiana è un fungo parassita letale per diversi tipi di insetti. Il predatore del genere Orius insidiosus è un ottimo rimedio per mantenere sotto controllo l’infestazione da sputacchina.

Agromizidi. Conosciuti anche come minatori fogliari sono una famiglia cosmopolita di insetti dell’ordine dei Ditteri. Le mosche minatrici grazie all’ovopositore di cui sono dotate, depongono le uova appena sotto l’epidermide della pianta attaccata; dalla schiusa delle uova nascono delle larve dette fillominatrici. Le larve scavano delle vere e proprie gallerie, le mine, all’interno dei tessuti vegetali. Le mine rappresentano un danno molto serio per i processi metabolici della pianta; infatti diminuisce l’assimilazione delle sostanze nutritive che si ripercuote su una resa finale minore. Le parti colpite, a seconda dell’entità del danno, possono necrotizzare completamente. Per identificarli è necessario osservare attentamente le foglie in cerca delle mine; sulla superficie fogliare appare la sagoma delle gallerie scavate dai minatori. Se l’infestazione è poco intensa, basta individuarli, schiacciarli tra le dita e asportare il fogliame danneggiato. Il neem, diluito allo 0,5% in fertirrigazione, è molto rapido ed efficace. La lotta biologica di questo insetto prevede l’utilizzo della vespa parassitoide Opius pallipes.

Cannabis enemy and remedy – parte II

Cicalina

Nematodi. Sono chiamati anche vermi cilindrici, per via del loro corpo cilindrico. Circa 20.000 specie appartengono al Phylum Nematoda; alcune di queste specie sono parassitiche, cioè vivono esclusivamente a spese dell’ospite. Le radici sono le parti che vengono intaccate, infatti generalmente infestano il substrato di coltivazione. Non è facile individuarli e risulta indispensabile una lente d’ingrandimento per poterli identificare. Alcuni nematodi provocano malformazioni delle radici oppure delle vere e proprie incisioni, terreno fertile per il proliferare di infezioni. Le piante di marijuana colpite dai nematodi presentano una crescita stentata, le foglie ingialliscono in maniera simile ad una carenza di azoto. Il modo più facile di combatterli è agire preventivamente; utilizzare un substrato nuovo limita la presenza dei nematodi nello stesso. Arricchire il substrato con farina di neem terrà alla larga questi ospiti indesiderati. Il neem in fertirrigazione, nella dose di 1 ml ogni 10 l di acqua, risulta molto efficace.

Lumache e chiocciole. Appartengono al Phylum dei molluschi. Sono degli animali invertebrati e il loro corpo può misurare da 1 a circa 20 cm di lunghezza, negli esemplari più grandi. Le chiocciole a differenza delle lumache sono provviste di guscio, che svolge una funzione protettiva. Sono degli animali notturni; il colore varia a seconda della specie, possono essere bianche, marroni o anche traslucide. Lumache e chiocciole si nutrono dell’intera pianta, dalle radici alle foglie e preferiscono i giovani germogli. Quando si cibano delle piante masticano intere porzioni, lasciando un foro di forma simile ad una ragnatela. Al loro passaggio depositano una bava traslucida, indicatore della loro presenza in giardino. È un problema che si verifica soprattutto nelle coltivazioni outdoor o in serra, raramente si manifesta al chiuso. Creare delle barriere protettive è la misura più semplice per tenere lontano questo nemico dalle piante di cannabis; delle barriere di rame sono ottime per questo scopo. Le lumache vanno ghiotte per la birra, crea in giardino dei piccoli abbeveratoi per la birra, che attirerà il nemico fino ad affogarci dentro. Anche la terra diatomacea sparsa intorno alle piante è un efficace barriera. Un lumachicida a base di fosfato ferrico è un ottimo rimedio naturale.

Formiche. Sono gli animali più numerosi esistenti sul pianeta. Questo vasta famiglia di insetti appartenenti agli imenotteri, conta più di 22.000 specie di cui oltre la metà è stata descritta. La dimensione delle formiche varia da 1 a 30 mm, generalmente le cosiddette regine sono più grandi delle operaie. Spesso sono di colore nero ma possono variare dal giallo all’arancione fino al verde. Le formiche non sono un pericolo diretto per le piante di cannabis, ma è la loro organizzazione a rappresentare una minaccia; le formiche allevano intere colonie di afidi o cocciniglie per prelevarne la melata, una secrezione zuccherina prodotta da questi insetti quando si nutrono della linfa vegetale. In caso di pericolo le formiche spostano l’intera colonia in un posto più sicuro.

Cannabis enemy and remedy – parte II

Chiocciola con guscio a sfumature

Le formiche tagliafoglie si nutrono in maniera differente, infatti realizzano dei tagli sulle foglie per poterci coltivare un fungo con cui esclusivamente si cibano. Nei giardini indoor è molto raro, però tenere bene in mente che la vista di poche formiche è il segnale della presenza di un’intera popolazione. Le formiche non percorrono mai lunghi tratti da sole. La pulizia dell’ambiente di coltivazione è un modo efficace per evitare questo insetto. L’olio essenziale di cannella è un ottimo repellente insieme a neem e piretro. La Beauveria bassiana risulta essere abbastanza efficace.

Topi. Sono dei piccoli animali roditori appartenenti alla famiglia dei Muridi. Le dimensioni variano da circa 10 a 30 cm di lunghezza, hanno un corpo compatto e il colore può variare dal bianco al marrone o anche nero. Il genere Rattus comprende circa 60 specie. Il topo è un animale onnivoro, la base della dieta e sia vegetale che animale; il problema principale è rappresentato dalla sua alta proliferazione. Non si nutre delle piante ma arreca ugualmente seri danni alle coltivazioni di marijuana. Scavano nella terra e rosicchiano il fusto e le radici per consumare i propri denti che crescono per tutta la durata della loro vita. Nei giardini indoor possono essere attratti dalla presenza di fertilizzanti organici. Tenere l’ambiente pulito, ispezionarlo periodicamente insieme all’installazione di trappole specifiche mantiene sotto controllo la popolazione. Evitare di utilizzare veleni per topi è una scelta saggia, rispettosa dell’ambiente. I predatori come cani e gatti domestici assicurano un ambiente privo di intrusi.

Cannabis enemy and remedy – parte II

Macrofotografia di una formica

Cervidi. È una famiglia di mammiferi conosciuta con il nome comune di cervi. Sono animali erbivori, si nutrono esclusivamente di vegetali. Fortunatamente, per i coltivatori di marijuana outdoor o di guerriglia, in Italia i cervi sono presenti solo in alcune zone montane del centro della penisola e sulle alpi orientali. Le piante di cannabis rientrano perfettamente nella dieta di questo animale persistente. Infatti il cervo è molto testardo, quando individua una fonte da cui nutrirsi, torna sul posto con molto entusiasmo. Il passaggio di un cervo in un giardino di cannabis può avere degli effetti devastanti. Le barriere fisiche costituite da reti e recinzioni tengono al sicuro le coltivazioni sviluppate all’aria aperta. Anche la presenza di un cane è un ottimo deterrente contro i cervi.

Nel prossimo articolo esamineremo muffe e malattie della pianta di cannabis.

Attenzione!
Mai abbassare la guardia.

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