Coltivazione

Lavorare in una seedbank

Per: Kevin, March 1, 2017

In questo numero ho voluto pubblicare un’intervista recente fatta ad un personaggio conosciuto in Spagna. Nella sua vita ha fatto di tutto, sempre accompagnato dalle sue enormi canne. Quando ci siamo incontrati ad un tavolo di un cannabis club di Barcellona era appena tornato dalle Canarie, dove prova le sue varietà outdoor. La conversazione è stata piacevole, come quando si commenta un buon vino in enoteca, ma noi eravamo davanti a una Super Lemon Haze ben coltivata. Passiammo però subito all’intervista, tradotta e riarrangiata da me, per saperne di più sulla vita di un breeder e su quali sviluppi ha per noi consumatori ludici il breeding del futuro.

SSIT: Presentati ai lettori di SSITA.

Mi presento con il mio nome, sono Carlos e vengo da Madrid. La mia vita è in giro per la Spagna, ho fondato una seedbank nel 2008 e da allora viaggio costantemente ricercando varietà, scambiando semi…

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Come sei entrato nel mondo cannabico? Quando nasce la tua passione per la cannabis fino ad arrivare a farne la tua vita?

Quando ero un ragazzino uscivo da scuola prima dei miei amici e dovevo aspettarli nel parchetto davanti all’istituto. Così potevo fumare una canna aspettandoli sulle panchine in compagnia dei miei compagni di classe. Da quel rituale ne nacque subito una passione che coinvolse la scuola. Quell’anno quasi ci bocciarono tutti!

Da allora sono un amante dll’erba, mi ha accompagnato in ogni momento della mia vita e in ogni situazione è stata al mio fianco. Una seedbank è il modo che ho di portare avanti la mia passione e ciò in cui credo.

Una storia travagliata che però ti ha dato una grande passione che ti ha portato fino ad oggi. Parlaci della tua seedbank, quanti siete nello staff? Dove lavorate?

Abbiamo un ufficio a Madrid dove impacchettiamo i semi e conserviamo le vecchie generazioni di semi a temperatura controllata, dentro a dei frigoriferi dedicati ai semi. Sono come delle celle frigorifere in miniatura, con il controllo dell’umidità e della temperatura costante, dove i semi si mantengono germinabili per diversi anni.

Siamo in tre persone: un addetto ad impacchettare i semi, la nostra colonna portante la segretaria tuttofare cuoca-addettadellepulizie ed io, il breeder. Alle fiere andiamo sempre con amici e amici di amici ad aiutarci con i picchi di clienti o con gli stranieri. Devo ringraziare la mia passione, la stessa che sono riuscito a trasmettere ai miei collaboratori e che ci manda avanti ogni giorno, anche quando il gioco si fa difficile.

Quante e quali varietà offrite a catalogo?

Abbiamo a catalogo sedici varietà disponibili tra le autofiorenti e le classiche di sempre. Non facciamo semi regolari perché ho voluto questa impostazione sin dall’inizio. Credo che i semi femminizzati siano una grande innovazione, indispensabile per chi coltiva in spazi ridotti come nei growbox o per chi ha la possibilità di coltivare in idroponica e non vuole dover rimuovere le radici di eventuali maschi in principio di fioritura. In più ho sempre pensato ai coltivatori di guerrilla che, senza rinunciare al vigore di un seme, possonocomunque piantare femmine sicure. Chi dice che i semi femminizzati producono meno o sono meno buoni è invitato a provare le mie varietà e si renderà conto di non aver mai piantato un buon femminizzato. Le varietà autofiorenti sono tre e sono una haze autofiorente da 75 giorni e due indiche molto potenti e più brevi. Provengono ovviamente da degli incroci di ruderalis che hanno portato il tratto autofiorente. Le varietà classiche invece sono tredici, anche loro suddivise tra più sative e più indiche. In mezzo a tutti gli ibridi sono tre le sative haze e le altre sono quasi tutte indiche, per finire con le kush che sono le due più indiche e narcotiche che abbiamo.

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Quali sono le linee guida del breeding di cui ti occupi? Come e quali esemplari selezioni?

Scelgo delle varietà produttive e che mi piacciano. Voglio che facciano le pannocchie di fiori e che siano buone. Il gusto è soggettivo, ma credo di avere un buon palato per le varietà più saporite, quindi quando scelgo tengo molto in conto il mio olfatto e come mi sembra alla fumata.

Allora ti farò una domanda scontata: chi prova le varietà nuove? Nello specifico, come si diventa beta-tester?

Ogni pianta di ogni giro viene raccolta, essiccata e pesata. Dopodiché si può passare all’assaggio. Sempre il primo tiro viene lasciato a me perché sono il creatore delle varietà in questione, poi provano a ruota tutti i miei amici e le persone con cui condivido la mia vita. Il loro parere per me conta, anche se mi sento in dovere di scegliere da solo, secondo la filosofia della mia seedbank, che è anche la mia.

Quali sono i caratteri che ricerchi tu e quali consigli ti sentiresti di dare ad un breeder alle prime armi? Hai qualche dritta o consiglio?

La mia ricerca è orientata al gusto, vado sempre a scegliere piante molto profumate dal gusto nuovo. Quando ne ho poi selezionate diverse le provo e affino la ricerca includendo nella scelta anche la produttività sulla bilancia finché non ho un esemplare da chiamare “madre”. Dalla madre faccio un auto IBL per avere semi femminizzati e maggiore stabilità garantita. I miei incroci invece sono il frutto di una accurata selezione di padre e madre, che devono essere dei genitori molto competitivi parlando di produttività. Dal primo giro di semi F1 ricomincio daccapo scegliendo le più gustose ed affinando secondo la produttività. Poi ne tiro fuori una madre e da lei produco i femminizzati di quella varietà. Così è come faccio i semi femminizzati. Un consiglio a chi vorrebbe iniziare a produrre incroci è senza dubbio quello di scegliere attentamente i genitori: devono essere entrambi molto produttivi se volete una varietà produttiva, oppure devono essere entrambi profumati se volete dei figli profumati.

Qual è la tecnica che utilizzi per produrre i semi femminizzati?

La mia tecnica è quella del STS, il metodo disponibile anche su internet. Quando cominciai io dovevi andare all’emporio di chimica a comprare gli ingredienti, oggi vendono online i kit per femminizzare tutto compreso. Io faccio revertire un clone di una femmina e la autoimpollino per produrre un IBL femminizzato ed avere una maggiore omogeneità genetica. In più controlliamo accuratamente i semi per evitare di impacchettare esemplari danneggiati o ancora immaturi. Il controllo è una sana schiacciata sul tavolo applicando una pressione con un dito, se il seme si rompe significa che non è vitale e verrà quindi scartato. I semi che invece sono troppo piccoli ma sembrano maturi li lascio nei pacchetti di mix per l’outdoor e li regalo alle fiere o alle coppe. Qualsiasi coltivatore sa che può nascere un grande esemplare anche da un seme piccolino.

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Dove si possono trovare i tuoi pacchetti? Come garantisci la tua filiera?

I nostri semi sono reperibili su internet e in qualche growshop in Spagna. I nostri pacchetti sono tutti sigillati con un doppio sigillo di garanzia quindi in caso di manomissione sarebbe facile scoprirlo. Una delle nostre priorità è appunto la garanzia di freschezza che possiamo dare all’utilizzatore finale dei nostri semi. Fermo restando che sono semi da collezione, mi piace arrivino freschi ai collezionisti. Quindi sigilliamo con colla a caldo le provette di semi e apponiamo un nastro adesivo a sigillo della qualità sul tappo. La colla a caldo chiude la provetta impedendo all’umidità di entrare e di alterare i semi, aiutando a preservarne la germinabilità.

Partecipi a fiere, coppe o eventi cannabici dove incontri altri appassionati che coltivano le tue varietà?

Si, sono sempre andato ad ogni coppa ed evento cannabico in Spagna a far girare i miei strain e a far conoscere la seedbank. Qualche coppa ci è stata dedicata quando è stata vinta con le mie varietà ma io no ho mai voluto partecipare ufficialmente a nessuna coppa. Alle fiere prendiamo uno stand in condivisione con dei nostri amici e andiamo a portare i nostri pacchetti con le varietà e le novità, se ci sono… Io vado personalmente perché in tutti questi anni mi sono fatto tanti amici e comunque ogni anno incontro tanti ragazzi che hanno coltivato le mie varietà. Spero di riuscire sempre a soddisfare i coltivatori che si rivolgono alla mia seedbank dandogli lo strain più indicato alle loro necessità.

È una bellissima speranza, ti auguro si avveri sempre. Che sviluppi ha il breeding della cannabis ad uso ludico secondo te nei prossimi anni?

La cannabis che fumiamo oggi è molto potente ma non credo sarà la cannabis di domani. Vedo bene le varietà al CBD, che hanno un effetto diverso dalle varietà a cui siamo abituati. Ci sarà sempre bisogno di cannabis potente, ma il sapore sarà sempre la caratteristica più importante che l’erba del domani dovrà avere.

Sei stato gentilissimo, ti ringrazio di aver concesso a SSITA questa intervista di un breeder professionsita spagnolo.

Grazie a Soft Secrets per il lavoro di controinformazione in Italia. Un paese dove la cannabis è ancora illegale e c’è bisogno di persone coraggiose a portare avanti la libertà della cannabis.

Text: CBG / Foto cortesia Dinafem

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