Coltivazione

L’erba magica Una pianta per salvare il mondo

Per: Soft Secrets, October 24, 2018

L’artemisia è un genere di piante angiosperme dicotiledoni, che comprende più di 480 specie differenti, appartenente alla famiglia delle Asteraceae. La maggior parte delle specie sono piante perenni con un fusto legnoso, sebbene esistano differenti specie tra le quali piante erbacee annuali o perenni.

ETIMOLOGIA

L’origine del termine generico Artemisia è incerto, infatti si suppone provenga dal nome della divinità greca Artemide, dea della caccia e protettrice della verginità femminile, oppure derivi dalla regina Artemisia del regno di Caria. Un’altra ipotesi è che l’etimologia derivi dal greco Artemes che significa sano, riferendosi alle proprietà benefiche della pianta.

SPECIE DI ARTEMISIA Più DIFFUSE

Le specie più conosciute sono l’Artemisia dracunculus L. per via del suo impiego in cucina e l’Artemisia absinthium L. rinomata per la produzione del famosissimo liquore Assenzio. Altre specie meno conosciute ma di maggiore interesse per l’agricoltura per via del loro effetto antibatterico e fungicida sono l’Artemisia santonicum L. e l’Artemisia spicigera.

DESCRIZIONE E HABITAT

Le piante appartenenti al genere Artemisia possono raggiungere i 2 metri di altezza, la forma biologica prevalente ha un aspetto arbustivo, con un fusto legnoso e gemme svernanti alla base del suolo. Il sistema radicale è costituito da radici secondarie da rizoma o fittone, mentre il fusto è composto da una parte sotterranea che può essere fittonante oppure costituito da un grosso rizoma legnoso e da una parte epigea cioè la parte aerea del fusto, eretta, legnosa, ben ramificata e pubescente.
L’artemisia presenta foglie sia basali che cauline, di colore verde e dalla forma detta pennatopartita. Le foglie sono disposte alterne lungo il fusto.
Le infiorescenze hanno la forma di una pannocchia e sono terminali; il colore è giallastro ed è formata da numerosi capolini subsferici privi di stelo, struttura tipica delle Asteraceae. I fiori sono tubulosi e generalmente divisi in due tipi, quelli periferici sono di sesso femminile mentre quelli posti al centro sono ermafroditi, entrambi i gruppi sono fertili. L’artemisia fiorisce dal mese di agosto a quello di ottobre. Il frutto è un achenio infero di colore marrone, poco più piccolo di 1mm di dimensioni. Il meccanismo di riproduzione è l’impollinazione dei fiori, per via del vento o di alcune specie di insetti pollinizzatori.
L’artemisia è una pianta cosmopolita, infatti le sue specie sono presenti in tutto il globo preferendo un clima temperato. In Italia è facile incontrarla su tutto il territorio, presente anche sull’arco alpino, fino a 1000 m s.l.m o anche più.

UN PO’ DI STORIA

Già nel I secolo d.C. Dioscoride, un medico e botanico greco, nella sua grande opera De materia medica, descriveva l’artemisia come un efficace repellente per gli insetti. Infatti, in Europa questa pianta è diffusa sin dai tempi antichi, ritenendola un ottimo rimedio contro la stanchezza e impiegata dai viaggiatori come talismano. L’artemisia era diffusa anche tra le popolazioni appartenenti alla civiltà precolombiane, ad esempio gli Aztechi impiegavano questa pianta per fini medicinali o nei rituali religiosi.

CONTROCULTURA

Nell’età contemporanea, l’artemisia è conosciuta soprattutto per il liquore derivato da essa, l’assenzio, un distillato ad alta gradazione alcolica, inventato da un medico francese nel 1792 circa. L’alta gradazione alcolica della bevanda, che si aggirava tra 60 e 75°, quindi in grado di procurare dei forti stati di ebrezza, né agevolò la sua diffusione negli ambienti artistici più radicali; infatti l’assenzio insieme ai rituali e i fantasiosi accessori per consumarlo divenne ben presto l’ispirazione per lo stile di vita non convenzionale bohémien. Si dice che alcune persone più facoltose, già consumatori di oppio, aggiungevano alla bevanda delle gocce di laudano per unire i due stati di estasi; in merito non esistono ricette ufficiali ma solo sporadiche documentazioni.

L'erba magica Una pianta per salvare il mondo

USI DELL’ARTEMISIA

In cucina le foglie sono utilizzate come sostituto della menta nel tè marocchino, le stesse ingerite crude o cotte favoriscono la digestione. Spesso è impiegata come condimento dei cibi grassi oppure per insaporire le pietanze; gli oli essenziali di artemisia sono utilizzati per aromatizzare bevande e cibo. Nella medicina tradizionale cinese è impiegata nella moxibustione, una tecnica che prevede l’utilizzo di coni o bastoncini di artemisia pressata, fatta bruciare a 2 cm dalla pelle per riscaldare alcuni punti o zone del corpo.

CONTROIN-
DICAZIONI

L’artemisia contiene il tujone, un terpenoide che risulta essere tossico se assunto in dosi elevate, infatti può indurre stati d’ansia e convulsioni. In dosi elevate può danneggiare il sistema nervoso. Si ritiene che l’assunzione prolungata di questa sostanza organica può causare porfiria. L’uso di artemisia è controindicato durante il periodo di gravidanza e allattamento.

ANALOGIE TRA MARIJUANA E ARTEMISIA

Si dice che l’artemisia abbia effetti stupefacenti comuni alla marijuana. In Messico l’artemisia è frequentemente fumata come sostituto della marijuana dalla gente più povera. Fumata ha un sapore delizioso, al mentolo, provoca subito il rilassamento dei muscoli ma allo stesso tempo induce alla lucidità mentale, aumentando la capacità di concentrazione.
Su erowid.org il famoso sito web che tratta di sostanze psicotrope e della loro relazione con gli esseri umani, sono presenti numerosi resoconti sull’assunzione di artemisia. L’high di artemisia è descritto come una sensazione di lieve rilassamento muscolare simile a quello indotto dalla marijuana e fumata il suo effetto dura da 2 a 4 ore. Alcuni consumatori hanno riportato di aver avuto degli effetti allucinogeni, soprattutto se mescolata con la marijuana.

L’ARTEMISIA NELLA COLTIVAZIONE DI CANNABIS

L’artemisia possiede proprietà antibatteriche, antimicotiche, repellenti ed antiossidanti, queste caratteristiche la rendono un ottimo alleato dei coltivatori di cannabis. Possiamo beneficiare del suo effetto repellente contro gli insetti semplicemente coltivando delle piante di artemisia all’interno del nostro giardino di marijuana; l’aroma che sprigiona confonde ed inibisce l’azione dei parassiti.
La farina di artemisia, una polvere micronizzata, può essere impiegata come concime e come repellente contro nematodi ed insetti terricoli, distribuita in prossimità delle radici viene facilmente assimilata dalla pianta, riuscendo a penetrare anche nei noduli radicali che ospitano gli agenti patogeni; va mescolata con il substrato della pianta al momento del trapianto, nelle dosi di 2-5 grammi per ogni litro di terra, oppure sparsa sul terreno alla base della pianta, è necessario irrigare con acqua per stimolare l’attività biologica della farina e agevolarne la diffusione nel terreno.
I macerati di artemisia o gli estratti glicolici sono particolarmente indicati per combattere differenti tipi di malattie di origine fungina. L’azione antimicotica di questi estratti risulta essere molto efficace contro numerosi tipi di funghi e disordini causati da essi, come l’alternaria, differenti ceppi appartenenti al genere Fusarium, botrite e verticilliosi. Gli estratti di artemisia sono ottimi anche per prevenire un vasto range di malattie causate da batteri patogeni. Il macerato di artemisia deve essere diluito prima di essere utilizzato, come spray fogliare va diluito in acqua nel rapporto di 20:1, mentre nel rapporto di 10:1 per irrigare le piante.
Gli estratti glicolici di artemisia vanno somministrati a seconda delle dosi indicate dal produttore, le applicazioni vanno ripetute ogni 10 giorni per tutto il periodo vegetativo.

ESTRATTO DI ARTEMISIA FATTO IN CASA

Preparare in casa un estratto di artemisia è un’operazione abbastanza semplice. Approfondiamo due metodi differenti per usufruire delle proprietà benefiche di questa pianta. Il primo metodo prevede la macerazione in acqua di foglie e di parti aeree più tenere, come le infiorescenze; tagliare in piccole parti foglie e infiorescenze aumenta la superficie di contatto tra le parti vegetali e il solvente utilizzato, in questo caso l’acqua, agevolando il processo di macerazione. Immergere 300 g di foglie fresche oppure 30 g di materiale vegetale già secco in 1 litro d’acqua e lasciare macerare la soluzione per circa una settimana. Utilizzare acqua decantata per l’estrazione ne migliora la qualità. Mescolare quotidianamente la soluzione agevola la macerazione dell’estratto finale. Quando il processo di estrazione è completo, è necessario filtrare la soluzione; una calza di nylon è perfetta per trattenere le impurità presenti nel macerato.
Il secondo metodo riguarda la realizzazione di un decotto. Preparare una pentola con 4 litri d’acqua, immergere dentro 250 g di foglie di artemisia, fresche e sminuzzate, mescolare la soluzione e lasciarla cuocere per 30 minuti. La soluzione va filtrata e lasciata raffreddare prima del suo utilizzo; un cucchiaio di sapone di Marsiglia, aggiunto al decotto, agisce come tensioattivo. È buona precauzione applicare il decotto su un campione ridotto di esemplari, come primo test per verificarne la qualità.
Gli estratti di artemisia se conservati al fresco e al buio possono mantenere per circa due mesi.

COLTIVARE L’ARTEMISIA

La coltivazione di artemisia può essere avviata da seme o talee, nei climi temperati a partire dalla stagione autunnale mentre nei climi più rigidi è preferibile l’inizio della primavera. La coltivazione da seme viene avviata in semenzali e successivamente le piantine alte circa 10 cm sono trapiantate direttamente nel giardino. Per coprire un mq sono sufficienti 5 o 6 piantine. Questo genere di piante resistono molto bene alla siccità, preferendo un terreno ben drenante e una buona esposizione al sole. Non ha bisogno di fertilizzazioni costanti, infatti predilige substrati di crescita poco ricchi. In genere è di facile coltivazione e ha bisogno di poche cure. A causa del forte odore che emana gli insetti se ne mantengono lontani.

L’ERBA MAGICA

L’artemisia è chiamata anche erba magica per via delle molteplici proprietà benefiche. Tra le varietà di artemisia se ne distingua una in particolare, l’Artemisia Annua L. per il ricco contenuto di artemisina, un principio attivo impiegato nella lotta alla malaria molto efficace. Il cooperante spagnolo Xavier Galindo è in prima linea per la diffusione di questa pianta, infatti dal 2009 con la sua ONG è presente in Gambia per curare la malaria con infusioni di artemisia, fino al costo di mettersi contro organizzazioni come l’OMS o lo stesso Esercito.

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