Coltivazione

Moringa Oleifera – L’albero che purifica

Per: Soft Secrets, February 4, 2019

Piante che curano altre piante. In questo numero di Soft Secrets torniamo a parlare di piante benefiche, della loro relazione con l’uomo e, soprattutto, del loro utilizzo per la coltivazione ecosostenibile della marijuana.

La Moringa oleifera è un albero appartenente alle Moringaceae, una famiglia di piante dicotiledoni che ha la Moringa come unico genere. Questa specie, in origine proveniente dal nord dell’India, è diffusa in tutta la fascia equatoriale e tropicale del pianeta.

STORIA

La storia della Moringa si rifà a tempi molto antichi. Già gli egiziani erano a conoscenza di alcune proprietà benefiche possedute da quest’albero, la sua coltivazione era diffusa soprattutto nella valle del Nilo, dove veniva impiegato per la depurazione delle acque; infatti, gli egiziani indicavano la Moringa con il nome di Shagara al Rauwaq ovvero l’albero che purifica. Anche le popolazioni delle civiltà greche e romane erano a conoscenza di questa pianta e utilizzavano l’olio ottenuto dalla spremitura dei semi per la produzione di profumi.

Moringa Oleifera - L'albero che purifica

Infiorescenza di Moringa

ETIMOLOGIA

Il nome Moringa deriva dal Tamil, una lingua parlata soprattutto in India e Sri Lanka. Le popolazioni di quelle zone facevano riferimento a quest’albero chiamandolo con il nome murungai che ha il significato di baccello intrecciato per via della forma dei suoi frutti.

DESCRIZIONE E HABITAT

In media, la Moringa raggiunge un’altezza che varia dai 3 ai 7 metri, ma in determinate condizioni può superare anche i 12 metri; il fusto è retto e ramificato sin dalla base, i rami sono molto fragili e penduli. Le foglie sono pluricomposte, formate da gruppi di foglioline di forma ovale, spesso contrapposte tra loro e di colore verde chiaro. La Moringa è una mellifera, cioè una pianta che dai suoi fiori produce una soluzione acquosa-zuccherina, il nettare, che ha il fine di attirare gli insetti impollinatori; ad esempio, le api elaborano il nettare per produrne il miele. I fiori sono di colore bianco crema, costituiti da 5 petali diseguali, con un tono di giallo alla base e crescono in numerosi gruppi come pannocchie. I frutti, caratterizzati da una sezione triangolare, sono dei baccelli legnosi e di colore marrone che all’interno racchiudono dei semi molto simili ai fagioli. La Moringa è nativa dell’India settentrionale, più esattamente dalle regioni ai piedi dell’Himalaya. È diffusa in tutto il mondo ad eccezione del continente europeo.

COLTIVARE LA MORINGA

La Moringa viene coltivata soprattutto in zone tropicali e subtropicali, preferendo un clima caldo e secco. Cresce bene in terreni argillosi, ben drenanti e con ph neutro. Non sopporta forti gelate ed ha bisogno di poca acqua per crescere, rendendola adatta quindi per essere coltivata anche nelle zone più aride. La Moringa può essere propagata sia da seme che da talea; l’alto tasso di germinazione dei semi favorisce la semina diretta, che può essere effettuata durante tutto l’anno purché il substrato utilizzato dreni bene. La propagazione per talea avviene utilizzando rami di circa 1 metro di lunghezza e 4-5 centimetri di diametro. Nelle coltivazioni intensive, per facilitarne la gestione, è consigliato piantare ogni esemplare ad 1 metro di distanza dall’altro. L’albero di Moringa, coltivato a partire da talea, inizia a fiorire dopo circa 7 mesi di vita, arrivando a fruttificare 2 o 3 volte l’anno nei climi subtropicali. Ciò nonostante, nei primi anni di vita la produzione di frutti è abbastanza scarsa. Le foglie invece possono essere raccolte dopo solo due mesi dalla semina e, a seconda delle condizioni di coltivazione, questa può essere effettuata da 6 a 9 volte l’anno.

COMPOSIZIONE CHIMICA

La Moringa è l’unico vegetale conosciuto sul pianeta a possedere ogni tipo di amminoacido, il che garantisce un alto contenuto di proteine. É ricca di numerosi minerali come calcio, magnesio, fosforo, potassio, manganese, zinco, ferro e sodio. L’alta presenza di flavonoidi, glucosidi e glucosinolati favorisce una forte attività biologica conferendole proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e anticancerogene. Inoltre, contiene vitamine A, C e vitamine del gruppo B; l’acido ascorbico, o vitamina C, presente nella Moringa in grandi quantità, oltre ad essere un agente antiossidante molto efficace, promuove la formazione di infiorescenze più grosse e pesanti. La tiamina e la riboflavina, rispettivamente conosciute come vitamina B1 e B2, sono dei potenti stimolatori radicali.

Moringa Oleifera - L'albero che purifica

Albero di Moringa fruttificato in autunno

USI CULINARI

La Moringa rientra tra i cosiddetti superfood, una categoria di alimenti che grazie al loro alto valore nutrizionale sono considerati un toccasana per la salute. Infatti, la Moringa è largamente impiegata nella lotta alla malnutrizione in molti paesi africani e del sudest asiatico.

Le foglie hanno un sapore leggermente piccante e sono utilizzate crude per preparare insalate oppure cotte come gli asparagi. Anche i fiori sono consumati come insalata, hanno un sapore molto dolce e sono ricchi di carboidrati. Invece i frutti, i baccelli immaturi, vengono tostati per poi consumarne i semi all’interno. Anche la radice è commestibile e possiede un sapore simile alla carota.

MEDICINA TRADIZIONALE

Nelle tradizioni folkloristiche di alcuni paesi di Asia e Africa, la Moringa trova largo impiego come medicinale. Le foglie sono utilizzate come antinfiammatorio e antibatterico contro le punture di insetti e ferite; il tè ricavato dalle foglie, invece, è impiegato per il trattamento di disturbi del cavo orale e anche di ulcere gastriche. Il succo ottenuto dalla spremitura dei fiori risulta essere un efficace rimedio contro le infezioni alle vie urinarie. I semi possiedono proprietà antinfiammatorie e sono impiegati per il trattamento di reumatismi e artrite.

BEN OIL

I semi di Moringa sono utilizzati principalmente dall’industria della cosmetica per la produzione di un olio per la cura della pelle, chiamato Ben Oil. Dai semi di questa pianta è possibile estrarre più del 30% di olio di alta qualità simile a quello di oliva.

DEPURAZIONE DELLE ACQUE

Ciò che rende quest’albero così famoso è la capacità di depurare le acque attraverso i suoi semi. La farina ottenuta dalla spremitura dei semi di Moringa esercita un’efficace azione flocculante in grado di catturare batteri e altre impurità in sospensione nell’acqua, fissandoli in fiocchi che precipitano sul fondo e rendendo il liquido in questione più pulito. Nei paesi più poveri dove è presente il problema delle acque impure, la Moringa trova largo impiego costituendo un’alternativa sostenibile e totalmente biodegradabile a differenza di prodotti importati come il solfato di alluminio.

UTILIZZI VARI

L’olio di semi di Moringa è un ottimo biocombustibile ma poco diffuso per via del suo alto grado alimentare. La pianta è utilizzata anche per il foraggio animale perché essendo un alimento altamente proteico è impiegato nella dieta di molti animali d’allevamento. Il legno ottenuto dalla Moringa è utilizzato per produrre cellulosa per la fabbricazione di carta di alta qualità.

MORINGA E MARIJUANA

Nell’India del nord è molto facile imbattersi in piante di cannabis insieme a piante di Moringa che crescono selvaggiamente ai lati delle strade. Un accostamento del tutto naturale, dove la Moringa agisce da azotofissatore a favore di una pianta come la marijuana che di azoto ne consuma tanto. La vasta gamma di nutrienti e principi attivi presenti nella Moringa, la rendono adatta ai vari stadi di sviluppo delle piante di cannabis, dalla germinazione alle fasi finali di fioritura. La Moringa funge da serbatoio di alcuni macroelementi molto importanti come calcio, magnesio, fosforo e potassio, disponibili in forme assimilabili e nel momento preciso in cui la cannabis ne ha bisogno. Utilizzare la Moringa come fertilizzante evita problemi di over causati dai prodotti di sintesi. Inoltre è promotrice della vita nel suolo, stimolandone l’attività microbica. Risulta essere molto efficace anche come fungicida.

Moringa Oleifera - L'albero che purifica

Foglie di Moringa in pieno stato vegetativo

LA MORINGA NELLA COLTIVAZIONE DI MARIJUANA

Applicare la Moringa alla coltivazione di cannabis è molto semplice. La maniera più efficace è quella di produrre un estratto sotto forma di tè o di concentrato. Per preparare un tè di Moringa è necessario riempire un secchio fino a metà della sua altezza con foglie fresche di Moringa e aggiungere acqua fino a coprire completamente il mucchio di foglie; il secchio dovrà essere chiuso con un coperchio e il contenuto lasciato macerare per almeno due settimane. Al termine del processo di macerazione, il tè ottenuto, una volta filtrato dal materiale vegetale, sarà pronto per l’uso. Può essere applicato come spray fogliare o per fertirrigazione. Il concentrato di Moringa, invece, si ottiene con la sola fermentazione delle foglie senza l’aggiunta di acqua e la sua preparazione è abbastanza semplice. È necessario innanzitutto un contenitore tipo Bokashi, con griglia e valvola di scolo sul fondo che dovrà essere riempito con foglie fresche di Moringa. Collocare in cima al cumulo di foglie un peso per mantenerle schiacciate e infine chiudere il contenitore per avviare il processo di fermentazione; dopo circa due settimane si potranno aggiungere altre foglie per continuare il processo di fermentazione. Le foglie si decomporranno fino a rilasciare un liquido scuro. Il processo può durare circa un mese prima che il concentrato sia pronto. Il liquido ottenuto dovrà essere diluito prima di poterlo utilizzare. Se utilizzato come spray fogliare dovrà essere diluito con acqua nel rapporto di 20:1. Per l’irrigazione delle piante, invece ,il rapporto sarà di 10:1. Il modo più semplice per applicare la Moringa alla coltivazione di cannabis è attraverso la pacciamatura del terreno; la superficie del suolo dovrà essere ricoperta con uno strato di foglie di Moringa di almeno 5 centimetri. Il pacciame controllerà l’evaporazione del terreno e allo stesso tempo agirà come concime e biostimolatore.

UN ALBERO RIVOLUZIONARIO

Il massimo leader cubano, Fidel Castro, battezzò la Moringa come l’albero miracoloso per via delle sue qualità nutrizionali. Infatti quando Cuba si accingeva a promuovere un programma di coltivazione intensiva della Moringa sull’isola, il leader maximo descriveva al popolo la sua ossessione per questa pianta e la sua importanza come arma contro la malnutrizione, in grado di sostituire uova, carne e formaggio. Si dice che i cubani attribuiscano alla Moringa il buono stato di salute che Fidel Castro portava ancora con sé all’età di 90 anni.

di botanicaunderground@gmail.com

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