Coltivazione

Quando c’erano SOG e ScrOG

Per: Kevin, March 18, 2017

Qualche lustro fa le tecniche di coltivazione erano poche e sperimentali. Al giorno d’oggi abbiamo esperti per ogni variante. Qualche anno fa, una decina, c’erano due famose tecniche di coltivazione ed erano il SOG e lo ScrOG, ognuna con le sue peculiarità che le hanno rese diffuse nella comunità cannabica.

SOG

Il Sea Of Green o SOG è un autentico mare di verde. Cioé questa tecnica fortemente raccomandata online per i coltivatori indoor, giacché non avrebbe logica nel giardino di casa, consiste nel riempire lo spazio di coltivazione con cloni che manderemo in fioritura giusto dopo pochi giorni di crescita non appena saremo sicuri avranno sviluppato un apparato radicale consistente. Così potremo raccogliere tante cime centrali, una per ogni clone che andremo a piantare. Le cime centrali sono le più produttive di una pianta per cui per dirlo in poche parole, con questa tecnica cerchiamo la massima produzione.

Supponiamo di non avere tempo o voglia di coltivare sempre per rifornirci allora possiamo coltivare un metro quadrato con questa tecnica (in un metro quadrato ci stanno fino a 6×6=36 cloni in SOG) e produrre tutte le infiorescenze che ci servono per tutto l’anno. Per avere una produzione degna di nota mi permetto di consigliare di utilizzare la fibra di cocco o un sistema idroponico direttamente di modo da poter crescere in vasi da 2 litri esemplari da vaso da 7 litri.

Siccome vogliamo ridurre lo spazio e aumentare la resa vien da se che la coltivazione fuori suolo è la migliore in questo caso. La varietà che andiamo a piantare è di fondamentale importanza. Non dobbiamo scegliere varietà che ramifichino troppo ad esempio perché a noi servono indiche dalla grossa cima centrale e basta. La regina di questa tecnica era la Chronic, finché non arrivarono numerose varietà da tutto il mondo.

Dobbiamo fare in modo di avere tutti i cloni della stessa altezza e soprattutto della stessa madre, così possiamo assicurarci l’omogeneità nel nostro growbox. In questa maniera i cloni potranno fiorire tutti nello stesso momento ed esser raccolti al gradi di maturazione omogeneo. Un consiglio è quello di potare i cloni per impedire che nascano rami laterali e fare in modo che i cloni concentrino le loro energie sulla cima centrale, che è quella che ci interessa. Insomma non è difficile, servono i cloni di una sola madre, radicarli, dargli pochi giorni di vegetativa e via in fioritura non appena sono alti una quindicina di centimetri. Non serve farli crescere troppo in quanto complicherebbero solo la coltivazione negli spazi stretti.

Siccome staranno ben stretti dobbiamo pensare anche ad un modo di bagnare agevolmente tutti i vasetti, io usavo una canna per innaffiare con un lungo e sottile tubo all’estremità, un mio amico usava i gocciolatori automatici: il modo migliore é quello che funziona e con cui si é più comodi. Ciò che é fondamentale é un buon sistema di areazione e di ricircolo dell’aria per evitare che l’umidità ristagni nella nostra selva densissima di esemplari in competizione per la luce.

ScrOG

Lo ScrOG é invece la tecnica dello Screen Of Green, lo schermo di verde. Una tecnica di coltivazione indicata più per i coltivatori di esterni, in outdoor. Così facendo si avranno grandi risultati da un numero esiguo di piante. Questa tecnica consiste nel delimitare l’altezza della pianta per intero, concentrando la sua crescita in larghezza favorendone la ramificazione. Addirittura con una sola pianta si coprono spazi ragguardevoli.

Logicamente dovremo scegliere varietà che, viceversa al SOG ramifichino di loro per sfruttarne appieno il potenziale. Alcune varietà valide per lo ScrOG sono le Haze. È raccomandato scegliere varietà dalla fioritura lenta, che abbiano bisogno di vegetare per esprimere al massimo il loro potenziale, prestando attenzione a non utilizzare delle indiche pure che avrebbero difficoltà nella ramificazione. Avremo inoltre bisogno di vasi capienti perché ci serviranno potenti radici per alimentare le tante cime sulla pianta.

In caso si utilizzi la terra come substrato allora raccomando almeno trenta litri di volume, nel caso si scelga idroponica non si dovranno prestare particolari accorgimenti. I sistemi idroponici sono molto raccomandati perche’ permettono una crescita vegetativa molto piu’ veloce che in terra. Sostanzialmente si lascia crescere le piante sino al quinto o sesto internodo e poi si capitozza la pianta per far si che concentri le energie nei rami. A poco a poco i rami andranno piegati e legati a una rete tesa orizzontalmente sotto alle lampade.

Quando la pianta avrà coperto tutta la rete della nostra zona di coltivazione potremo mandare in fioritura il nostro mostro. L’intenzione nostra è che tutte le cime siano alla stessa altezza sulla rete e quindi equidistanti dalla sorente di luce, così che maturino ugualmente densi tutti quanti i rami della pianta.

Spero che queste due tecniche siano d’ispirazione per la prossima stagione, buone fioriture a tutti!

Text: CBG / Foto cortesia Stoney Tark

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