Coltivazione

Storie verdi – L’uso ricreativo: perché di ludico non c’è nulla

Per: Kevin, May 21, 2018

L’areale di origine della cannabis è la zona a nord-ovest della catena montuosa dell’Himalaya. Da li è stato l’uomo, attraverso gli innumerevoli utilizzi, a trasportarla ovunque si insediasse proprio per la sua peculiare utilità: come medicinale era ed è tutt’ora rimedio consigliato per numerose infermità, la canapa era fonte di materie prime importanti come tessuti a costo bassissimo e cordame in genere ma soprattutto la gente ne mangiava i suoi semi, uno degli alimenti più completi dal punto di vista nutrizionale in quanto ricca in acidi grassi essenziali.

Ora che questi usi stanno venendo riscoperti, vien da chiedersi quale servigio ha offerto all’uomo affinché sia sopravvissuta allo scorso secolo e alla ingiusta guerra contro questa pianta? La risposta è: l’uso ricreativo. Ed è proprio nel campo dell’uso ricreativo (non dico ludico perché chi si fa le canne per giocare?) che lo studio genetico, il breeding, ha fatto passi da gigante. E nei prossimi anni ne scopriremo delle belle, non appena nelle università del mondo si concretizzeranno degli studi medici o scientifici sul miglioramento genetico ai fini di una produzione ad uso ricreativo.

Storie verdi - L'uso ricreativo: perché di ludico non c’è nulla

Chi ha aiutato la comunità cannabica portando avanti studi del genere sono stati i breeders underground, braccati dalla legge, i quali assumendosi grandi rischi hanno fatto si che oggi si possano avere le migliaia di strain disponibili. Grazie proprio ai genetisti cannabici ora abbiamo gli strain come li conosciamo. Uno sguardo alle riviste o ai cataloghi di qualche anno fa, permette di rendersi conto del cambio avvenuto negli ultimi 30-40 anni: da cime esili e piene di foglie si è arrivati a poche foglie e infiorescenze copiose. Certo un bel passo avanti se si pensa a quanto difficile doveva essere quando non esistevano i growshop ma soprattutto non esisteva la miniera di informazioni underground che è internet! L’uomo è ancora artefice della diffusione di questa pianta, grazie al miglioramento fioritura dopo fioritura, per cercare le particolarità tanto apprezzate.

Curioso, se si pensa che è una legge fatta dall’uomo a condannarla all’estinzione. Per fortuna che qualcuno ci ha creduto e ha portato avanti la cultura cannabica, selezionando e incrociando varietà provenienti da paesi diversi, ottenendo i primi ibridi. Chiunque conosce la Skunk, il primo ibrido commerciale di successo. Ma cos’è un ibrido? Con la parola ibrido si definisce un incrocio tra una indica pura e una sativa pura. Questo mix di linee pure da luogo a un ibrido. Negli anni sessanta erano disponibili solo linee pure, nel mondo c’erano le varietà locali, tutte sativa tranne una porzione indica ristretta in un’areale attorno alla cordigliera dell’Hindu Kush. I primi incroci tra areali differenti hanno portato ai primi ibridi, gli ibridi hanno presentato caratteristiche differenti rispetto ai loro progenitori. Ed è a questa geniale intuizione che noi dobbiamo le varietà che consumiamo al giorno d’oggi. Dagli incroci tra varietà autoctone di differenti aree discendono la maggior parte degli strain moderni. La selezione dei differenti caratteri e della loro utilità ci ha portato poi ad ottenere la varietà attuale di effetti, sapori, colori, eccetera…

Storie verdi - L'uso ricreativo: perché di ludico non c’è nulla

L’ultima grande fatica dei breeders si sta giocando tutta sulla riduzione sotto i limiti legali delle percentuali di THC, cercando infiorescenze con meno dello 0,6% di THC. La cosiddetta canapa light. Ma ogni mese ce n’è una nuova e così come cambia il trend cambia anche la selezione delle sementi. A parte, vi è anche chi non segue il mercato e indipendentemente porta avanti progetti di breeding molto raffinati ed interessanti. Ogni giorno che passa si aggiungono sempre più attori al nostro mondo, sempre più investitori e sempre più appassionati. E più aumenta il numero dei growers, più possibilità ci sono di scoprire una varietà nuova di cannabis. Chissà che la prossima “Zkittlez” non nasca in Europa?

Certo ci vorrebbe un quadro legale identico per comparare gli Stati Uniti d’America con l’Europa sul piano del breeding, perché la ad esempio sono possibili selezioni massali, qua da noi sono imprese più uniche che rare. Sarebbe bello scegliere tra migliaia di esemplari differenti standosene comodamente nel giardino di casa propria. La legge lo proibisce, perciò ci si deve adattare in spazi nascosti dagli sguardi indiscreti, e il numero delle piante coltivate cala drasticamente: con un poco di buona sorte però qualcosa di buono può sempre venirne fuori.

Storie verdi - L'uso ricreativo: perché di ludico non c’è nulla

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Penso che invecchierò contento, ogni anno che passa ci sono varietà nuove e maggiormente interessanti… Chissà cosa fumeremo tra vent’anni? Buone fumate a tutti!

di CBG

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