Divertimento

WeedTubers

Per: Kevin, March 27, 2017

Josh Young fuma erba prima di fare colazione. Si sballa anche prima di pranzo, prima di cena e di solito un altro paio di volte prima di andare a dormire. La maggior parte delle volte in cui fuma, Josh si riprende per il suo canale YouTube, StrainCentral, che ad oggi ha quasi 380.000 iscritti. Milioni di utenti cliccano i suoi video ogni mese, 22.000 lo seguono su Twitter e quasi 80.000 su Instagram.

È così che Josh Young paga l’affitto. E se l’idea vi sembra strana, Josh Young assicura che è ancora più strano rispondere alla classica quanto fatidica domanda: “cosa fai per vivere?”. «È una conversazione spesso paradossale con chiunque – spiega il 21enne di Seattle al The Cannabist – quando me lo chiedono, non posso far altro che rispondere che fumo marijuana su internet»

Spesso i suoi follower giungono sul canale YouTube per conoscere la cannabis e i suoi molteplici usi. Vogliono sapere se un blunt è effettivamente più potente di un joint, oppure come fare a ridurre la marijuana in una forma commestibile. Altre volte invece arrivano sul canale per guardare esperimenti di assunzione estrema, come fumarsi un grammo di ganja in un minuto, ed i loro esilaranti quanto spesso disgustosi postumi. «Un sacco di gente ha semplicemente bisogno di uno “smoking buddy” – spiega Young – vogliono solo un amico con cui fumare, anche se virtuale».

WeedTubers

Josh Young è un paziente di cannabis medica nello stato di Washington che soffre di gastropatia ed è solo uno dei tanti e popolari YouTubers – o WeedTubers, come loro amano definirsi – che, cavalcando l’onda verde della legalizzazione e il suo ingresso nella cultura mainstrean, sono velocemente diventati delle star di internet.

Questi ragazzi (e molte ragazze, finalmente!) si sono letteralmente fatti da soli, utilizzando creatività e capacità manageriali in un’arena che solitamente non premia, se non addirittura osteggia, questo tipo di contenuti. Google AdSense ad esempio, il vero strumento con cui far soldi su Youtube, è molto meno remunerativo per i WeedTubers, in quanto non permette la monetizzazione per video vietati ai minori. Instagram, dall’altro lato, spesso sospende account in cui la marijuana è il contenuto principale. Entrambe le tattiche sono devastanti per i produttori di contenuti, che per il loro sotentamento dipendono dalla ampia base di followers su diverse piattaforme.

Magari non saranno milionari come le altre star di YouTube, ma i WeedTubers di maggior successo sono comunque riusciti a costruire delle vere e proprie carriere attraverso la combinazione di sponsor e merchandise. Josh Young, ad esempio, ha aperto StrainCentral poco dopo aver ottenuto la sua medical marijuana card nel 2014, a febbraio dell’anno dopo aveva già fatto abbastanza soldi online da poter mollare il suo lavoro di cameriere e aiuto cuoco. Ad oggi fa più soldi online di quanti non ne facesse nell’industria della ristorazione.

La chiave per il successo, sembra banale, ma pare essere la costanza: far si che gli iscritti al canale possano sempre contare su una solida base di contenuti in streaming con cui fumare durante la settimana. Di recente, con l’allargamento esponenziale della community di WeedTubers, pare che parte del successo risieda anche nell’azzardo: le famose “challenges”, video in cui in cui i protagonisti spingono il consumo agli estremi e sfidano gli spettatori a fare altrettanto, sono diventate quasi un obbligo per ogni WeedTubers che si definisca tale.

«Cose del genere vengono visualizzate e condivise molto di più che i video illustrativi o educativi» dice Joel Hradecky, il re inconfutabile dei WeedTubers e mente dietro al canale CustomGrow420. Il video in cui sfida i suoi followers a dabbare 1 grammo intero ha raccolto più di un milione di visualizzazioni, quello in cui lo si vede tossire per quasi 7 minuti di fila dopo aver tentato l’impresa, ne conta addirittura più di un milione e mezzo. Hradecky, attivo su YouTube dal 2013, ha un seguito di 1.244.610 iscritti ed è praticamente un’istituzione

Al fine di promuovere i loro prodotti sui canali YouTube, le aziende produttrici all’interno del cannabusiness statunitense, arrivano a pagare tra i 300$ e i 1000$ a video ai WeedTubers che hanno almeno 100.000 iscritti. Le aziende si rivolgono alle star di Youtube soprattutto per scavalcare i paletti imposti dalla regolamentazione sulla pubblicità, che anche in caso di cannabis completamente legalizzata è decisamente stringente.
Se le compagnie del cannabusiness sono attratte dai WeedTubers, non tutti ricambiano l’interesse. Cody Miller, 20enne del Connecticut dietro a xCodeh, ammette che potrebbe vivere dei ricavati del suo canale ma è convinto che il business rovini il divertimento e soprattutto finisca per inquinare l’appeal creativo che l’eterogeneità di YouTube ancora riesce a mantenere. Con quasi 40.000 followers, le compagnie gli fanno la corte da molto ma Cody le ha sempre rifiutate «soprattutto per non perdere credibilità agli occhi della mia fan base».

Kimmy Tan, una tatuatrice 22enne che vive tra NewYork e Los Angeles, è famosa su YouTube per essere la ragazza che si fa 100 tiri di canna di fila. Dice di essere deciamente stanca di lavorare con le aziende del cannabusiness dopo un paio di brutte eseperienze. Anche lei punta a pubblicare video per «connettere le persone, più che per fare soldi». Coral Reefer, quasi 120.000 iscritti su YouTube e decisamente più realista, non raccomanda la carriera di WeedTuber perquanti pianificano di diventare ricchi: «Posso incoraggiare solo le persone che hanno un messaggio da condividere. Se cercano fama o milioni, in genere gli consiglio di buttarsi sul porno».

di Giovanna Dark

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