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Questo pazzo cannabusiness

Per: Soft Secrets, February 7, 2019

Federica Di Libero è una ragazza valdostana che lavora in Toscana, dove gestisce l’Hempshop Canacandia di Massa. Nel corso del 2018 mi ha invitato nel suo negozio per presentare il mio libro sulla canapa terapeutica ed è stata dunque per me una lieta sorpresa scoprire, attraverso i social media, che avesse raccolto le sue impressioni sul nostro settore per convogliarle in un libro auto prodotto.

Siccome noi di Soft Secrets siamo sempre pronti a dar visibilità a chi s’impegna con genuinità e passione, ecco il resoconto di una nostra chiacchierata nella quale Federica ci racconta i motivi della sua opera prima. Buona lettura!

SSIT: Buongorno Federica allora a chi è rivolta la tua opera prima? Quale messaggio volevi trasmettere?
Principalmente il mio libro è rivolto a tutti coloro che mi chiedono: si fanno soldi con la canapa? Vorrei aprire un negozio anche io come il tuo, oppure vorrei coltivare la canapa per farne delle infiorescenze. Ok, a patto che si possegga almeno qualche conoscenza del settore o ce la si vada a cercare, tutto si può fare. In secondo piano però, ho volutamente raggruppato molti “personaggi famosi” nel settore della canapa italiana per dimostrare che, se possono stare tutti insieme in un libro, potrebbero provare a mettersi in una sala e discutere seriamente sulla risoluzione degli attuali problemi senza necessariamente litigare o darsi addosso l’un l’altro.

Questo pazzo cannabusiness

SSIT: Effettivamente nel libro racconti il tuo incontro con vari “titani” della filiera canapa italiana, persone che nel corso degli anni hanno combattuto in prima linea per restituire alla società italiana questa pianta miracolosa. Cosa hai imparato dal loro esempio?
Tutti questi “titani” che ho incontrato hanno i loro pregi ed i loro difetti, come ognuno di noi d’altronde. La costante però che li caratterizza è una passione, ben più profonda di quella per il vile denaro. C’è chi ne ha fatta una missione di vita e chi una strada per salvarsi. Quello che sicuramente ho imparato è che in questo settore, solo chi lavora con questi principi va veramente da qualche parte.

SSIT: Il libro ripercorre il cammino da te intrapreso per entrare a far parte di quest’industria. Se potessi tornare indietro cosa faresti meglio e cosa non faresti?
Se devo essere onesta, non cambierei nulla, anche se molte cose non hanno funzionato come immaginavo, sono stati proprio quegli errori ad insegnarmi e a farmi ricercare nuove soluzioni. Senza aver attraversato quelle difficoltà non avrei potuto imparare nulla.

SSIT: Dalle parole raccolte nel tuo libro traspare una grande volontà di sognare come motore dell’esistenza umana, ma anche di quella imprenditoriale. Perché questo entusiasmo è così importante?
Perché sia il mio carattere che la mia personalità vogliono essere liberi, senza aver alcun tipo di vincolo o dipendere da qualcun altro. Invidio un po’ quelle persone che fanno sempre la stessa cosa per tutta la vita o hanno il loro stipendio fisso fino alla pensione; ma no, è qualcosa che non mi appartiene.

Questo pazzo cannabusiness

SSIT: Cbd, Cbd, Cbd. Ormai nel solco della vendita di infiorescenze si sono innescate logiche impensabili sino a qualche anno orsono. Come valuti quest’evoluzione del cannabusiness?
Ho sempre pensato che sarebbe stata solo una moda passeggera, e forse mi sbagliavo. Certo è che il CBD ha i suoi effetti benefici dimostrati, anche se l’esagerazione di certi “venditori di spazzole”, a mio parere, non è per niente benefica per il nostro mercato, diventiamo sempre meno credibili e più ciarlatani in un periodo dove abbiamo già sufficiente confusione. Per quanto riguarda il movimento “canapa light” invece, non smetterò di ripeterlo: è stato davvero un bel colpo a favore della legalizzazione, ed è quello che ci voleva, anche se la legalizzazione non la vedo così vicina. Mi auguro che si possa fare presto qualcosa per l’autocoltivazione ad uso terapeutico e per i malati, la legalizzazione a scopo ludico non è davvero così fondamentale al momento, anche se per molti questa potrebbe essere una bestemmia.

SSIT: Sarai presente a Canapa Mundi per promuovere il tuo libro?
Avrei voluto finire tutto in tempo per Canapa in Mostra a Napoli. Ma i tempi sono stati un po’ più lunghi. Sarò certamente presente a Canapa Mundi, con la mia bella faccia, a salutare tutti quelli che già conosco e disposta a conoscere gente nuova. Il libro sarà sempre con me, quindi sì, posso promuoverlo parlandone. Chissà, magari poi qualcuno mi chiama per presentarlo ufficialmente sul palco calcato già dai grandi personaggi della canapa.

di Fabrizio Dentini

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