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Sulle tracce di Piero Fumarola e Georges Lapassade

Per: Kevin, September 10, 2018

Alla vigilia di Indica Sativa Trade i passaggi, le opere e le pellegrinazioni degli antropologi Georges Lapassade e Piero Fumarola – studiosi della trance, degli stati alterati coscienza e della dissociazione – sono state rievocate a Bologna in un convivio costruito con grande passione il 12 maggio dall’etno-musicologo sardo Salvatore Panu, già collaboratore di Lapassade all’Università di Paris 8 e di Fumarola dell’Università di Lecce. E per quanti avessero perso l’appuntamento bolognese, potranno sempre recuperare, perché alle idee e alle suggestioni dei due studiosi è stato dedicato un ulteriore appuntamento festivo e di riflessione per ricordare Piero e George, un incontro che si terrà tra il 7 e l’8 luglio allo Spin Time Labs di Roma, con momenti di riflessione e confronto su analisi istituzionale e socio-analisi e stati modificati di coscienza. Due giorni di discussione e di spunti organizzati e diretti dalla casa editrice Sensibili alle foglie.

La sede del convivio bolognese, l’XM24, la location irriverente ed autogestita della Bolognina che ha ospitato il raduno di attivisti e ricercatori da Parigi e da tutta Italia, è universalmente nota per la propensione psiconautica e per le pratiche di pill-testing del Lab 5, diretta emanazione dei militanti della mitica Street rave antiproibizionista. Tra gli interventi, formatori come Roberto Panzacchi e Gianni Degiuli, Daniele Gasparinetti di Xing, Rosario Picciolo del Livello 57, Noemi Bermani, Max Lorenzani, l’antropologo dr. Leonardo Montecchi del Sert di Rimini e l’ex detenuto politico e ricercatore, Renato Curcio della casa editrice Sensibili alle foglie che ha ricordato come il fenomeno della dissociazione nel suo caso era anche una forma di resistenza a situazioni estreme che l’aveva aiutato a sopravvivere a ventotto anni di quasi ininterrotto stato di isolamento.

Per non parlare dei vari interventi dei docenti e ricercatori di Paris 8, l’Università da cui Lapassade aveva in parte influenzato il maggio francese. Il professore, nella ultima parte della sua vita, aveva concentrato la sua attenzione sulle pratiche psiconautiche del Livello 57 di Bologna, il progetto autogestito più impegnato ed avanzato sulla psichedelia di inizio millennio, che divennero per lui ben presto un oggetto di osservazione imprescindibile per completare le ricerche sugli stati modificati di coscienza e la trance, un fenomeno da lui studiato tra gli Gnawa e che nelle metropoli si concretizzava nel caso italiano nel fenomeno transculturale della cosiddetta tecno-pizzica.

In effetti, la comunità pugliese e la musica elettronica sembravano fondersi e confondere nel capoluogo felsineo molti dei temi della ricerca partita nel Salento con Ernesto De Martino nel suo memorabile Sud e magia. Non casualmente Bologna – per una serie di ragioni ma forse anche per l’atmosfera libertaria – è diventata la sede delle attività di importanti studiosi come Salvatore Giancane, Raimondo Pavarin, Giorgio Samorini e di una agguerrita comunità antiproibizionista da sempre interessata a studiare i fenomeni legati al consumo delle sostanze che si dipana nel distretto del Piacere, tra Bologna e Rimini.

Il professor Piero Fumarola si muoveva sulle tracce di Ernesto De Martino, che aveva squarciato il velo di riserbo sul fenomeno delle tarantolate. Un fenomeno di cui molti si vergognavano e che riguardava donne che entravano in uno stato di trance dovuto alle condizioni di costrizione e di deprivazione a cui erano esposte. Un fenomeno per alcuni versi simile a situazioni lontane come il voodoo e il condomblè e che la Regione Puglia ha utilizzato per rilanciare con risultati massicci il turismo della Puglia meridionale, fino ad fare della taranta il simbolo più riconoscibile del Salento.

Anche per sottolineare lo scambio che è avvenuto tra i tanti convenuti, come il Livello 57, Fumarola e Lapassade e i soggetti con cui interagivano, nel corso della serata è stata proiettata la versione italiana del documentario Ou passa Lapassade/Dove passò Lapassade di Luc Blanchard e Rose-Marie Bouvet mentre Sensibili alle foglie ha nel frattempo pubblicato l’ultimo lavoro di Remi Hess: Sulle tracce di Piero Fumarola e Georges Lapassade. Psicosocioanalisti di un nodo di interità.

Il convivio ha raccolto un variegato mondo di attivisti antiproibizionisti e di docenti e ricercatori che si occupano del fenomeno della trance provenienti dalle università de la Sapienza e da Parigi 8. Un gruppo di persone che sono fortemente orientate alla cura della persona e alla pedagogia, di cui Georges Lapassade era un maestro. E che, grazie all’incontro con Piero Fumarola e Renato Curcio, aveva diffuso l’analisi istituzionale anche in Italia tramite la casa editrice Sensibili alle foglie.

La passione di Lapassade, noto in Francia per i suoi importanti studi di pedagogia, si era rivolta nel suo ultimo periodo allo studio dei fenomeni di dissociazione in un tourbillon in cui Lapassade interveniva continuamente per stimolare le persone affinché potessero tirare fuori di sé gli aspetti più reconditi. Anche di questo i tanti bolognesi intervenuti gli saranno eternamente grati e riconoscenti.

Enrico Fletzer

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