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Il sindacato di polizia tedesco: basta proibire la cannabis

Per: Kevin, May 15, 2018

Secondo un recente sondaggio il 34% dei tedeschi ritiene che gli adulti dovrebbero poter acquistare legalmente cannabis per uso personale nei negozi specializzati. In Germania si parla ancora poco di cannabis ricreativa ma sulla scena pubblica un’interessante proposta è arrivata da meno – almeno nell’immaginario collettivo – ci si sarebbe aspettato: il sindacato della polizia e delle forze anticrimine in Germania, il Bund Deutscher Kriminalbeamter (BDK), chiede di far decadere il veto sul consumo della cannabis. Lo ha riportato nei primi giorni di febbraio il tabloid Bild, che bolla la proposta come incredibile, alla luce di chi se ne fa promotore.

«La proibizione della cannabis è assurda dal punto di vista storico, e fino a oggi questa linea non si è mostrata né produttiva né intelligente», afferma il numero uno del sindacato, Andrè Schulz intervistato dal giornale. «Con la legge attuale stigmatizziamo molte persone e lasciamo che i criminali inizino le loro carriere», questa la sua argomentazione principale.

Ma la BDK, nella veste del suo segretario nazionale Schulz, è andata oltre dichiarando che la proibizione del consumo di marijuana è da tutti riconosciuta come una misura arbitraria. Nel corso dell’intervista resa al tabloid di Berlino, dopo aver spiegato che non sono stati provati effetti realmente dannosi per la salute umana nel consumo di cannabis, l’ufficiale tedesco l’ha, come si suol dire in gergo, appoggiata piano: «Nella storia dell’umanità non sono mai esistite società che non abbiano utilizzato droghe. Riteniamo quindi che il consumo di cannabis debba essere accettato e che non debba essere bandito ancora nel nostro paese».

Il sindacato di polizia tedesco: basta proibire la cannabis

Schulz ha quindi aggiunto che la BDK è assolutamente favorevole alla legalizzazione della cannabis: «L’attuale impianto normativo stigmatizza i consumatori ma favorisce le carriere criminali dei grandi trafficanti di droga». Per questa ragione il sindacato nazionale della polizia tedesca crede «che la politica del governo sull’uso delle sostanze debba cambiare, orientandosi all’educazione al consumo responsabile». Esiste però per il Bund Deutscher Kriminalbeamter almeno un’eccezione, ed è quella degli automobilisti: «Naturalmente riteniamo che fumare cannabis debba continuare ad essere vietato a chi si mette alla guida di un’automobile, così come oggi accade con il consumo di bevande alcoliche».

Nel marzo scorso il parlamento tedesco ha approvato una legge che legalizza l’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico sotto stretto controllo medico: a beneficiarne sono stati per ora mille pazienti, e secondo le stime del governo 700 persone all’anno avrebbero presentato la domanda per accedere alle cure con marijuana terapeutica. Negli scorsi numeri abbiamo parlato di come la Repubblica Federale abbia stimato decisamente al ribasso la domanda. Ora, un’indagine condotta alcune settimane fa da tre compagnie assicurative sanitarie – Allgemeine Ortskrankenkasse (AOK), Barmer e Techniker Krankenkasse (TK) – conferma che le richieste pervenute finora sono state ben 13.000 in soli 8 mesi.

La cannabis medicinale è però attualmente prescritta e distribuita solo in quantità irrisorie e raramente viene rimborsata dalle assicurazioni sanitarie: le criticità della legge varata un anno fa stanno già emergendo, tra queste il fatto che la richiesta stessa di cannabis medica abbia già subito una pesante flessione. Stando al rapporto della società di dati e informazioni IQVIA, che ha messo sotto la lente di ingrandimento i dati degli ultimi mesi e ne ha esaminato i valori statistici, la curva della domanda dei pazienti sarebbe già in discesa. Ad aprile le prescrizioni di cannabis fatturate alle assicurazioni sanitarie erano 3.500, a luglio erano già salite a 6.000, mentre a settembre si sono toccate le 7.000. Da allora i numeri hanno cominciato a rallentare progressivamente, con un massimo di 300 prescrizioni ad ottobre e un minimo di poco più di un centinaio a dicembre.

Forse il calo della crescita della domanda è dovuto a un certo grado di disillusione, che potrebbe essersi diffusa attraverso i resoconti che i media hanno fatto riguardo la riforma. Forse sono le stesse assicurazioni a scoraggiare i medici dal prescrivere un farmaco che deve ancora essere importato e a costi non irrisori. Questo è chiaro: la situazione in termini di cannabis medica è tutt’altro che ottimale in Germania. Anche se la modifica della legge è stata un primo passo, ora è necessario che il governo indichi con chiarezza le strategie per garantire la continuità medica ai pazienti, anche promuovendo la coltivazione privata. Nel frattempo, chapeau alla polizia tedesca per aver rinunciato ai peli sulla lingua.

di Giovanna Dark

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