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Marchi registrati e Cannabis negli Stati

Per: Soft Secrets, January 3, 2019

Sebbene la cannabis sia ora legale per uso ricreativo o terapeutico in 29 Stati e nel District of Columbia, con uso ricreativo legalizzato in 8 Stati, rimane ancora illegale secondo la legge federale. Non sorprende quindi che l’U.S. Patent and Trademark Office non registri i marchi delle aziende che vendono cannabis o qualsiasi prodotto che ne contenga. L’inghippo di fronte al quale si trovano queste aziende è solo una delle tante “aree grigie” che si frappongono tra la legislazione statale e quella federale sulla cannabis.

Finora le controversie legali sono state pochissime a causa delle radici del settore della cannabis, che è rimasto fedele e compatto fino a questo punto. È infatti ancora ampiamente visto male commerciare con il nome di qualcun altro e/o copiare lo stesso. Man mano che il tempo passa e che viene investito e prodotto più denaro dal settore della cannabis, sembra sempre più inevitabile che le cose cambino. La concorrenza aumenterà, così come la natura capitalista commerciale del settore, man mano che investitori milionari vogliono giocare questa partita.

Il fatto è che il settore della cannabis finirà con il diventare un mercato dei beni di consumo. Come gli altri mercati delle commodity, gli elementi fondamentali del successo sono, naturalmente, un prodotto di qualità, ma anche una solida brand identity. Si tratta di avere un nome, un logo e una brand identity di cui le persone possano fidarsi, che sentano familiari e sicuri. L’immagine del marchio vende il prodotto, basti guardare Nike, Coca Cola e Apple. Le persone si fidano di questi marchi, non lasciano nulla al caso quando acquistano, si fidano di ciò che viene detto, di ciò che rappresentano e diventano clienti fedeli che votano con i loro piedi diventando clienti fidelizzati. Registrando il marchio per la cannabis non si cerca così tanto di proteggere la pianta, quanto di proteggere il marchio.

Quindi, cosa stanno facendo attualmente le aziende negli Stati degli USA dove la cannabis è legale per tutelare i propri interessi attuali e futuri e prepararsi a un eventuale cambiamento della posizione federale? Ebbene, agli occhi della legge federale, l’unico modo per ottenere un marchio registrato dall’ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti è quello di registrare tutto tranne la cannabis vera e propria, compresi tutti i prodotti e servizi che non “toccano” la pianta, come consulenza, informazioni sui benefici terapeutici, società di marketing e di packaging e media company o articoli associati ma non apertamente commercializzati per l’utilizzo con la cannabis come nomi commerciali, loghi, cartine, abbigliamento, accendini, ecc. Questa è una strategia nota come “fare fronte comune” proteggendo il bene principale o l’obiettivo principale con le risorse secondarie.
Registrando un marchio e di prodotti associati alla cannabis, le aziende sperano che questo scoraggerà qualsiasi altro imprenditore dal cercare di rubare e utilizzare lo stesso nome per prodotti simili all’interno dello stesso mercato (cannabis). Si spera anche che metterà la società in cima alla lista d’attesa del marchio registrato della cannabis nella speranza che un giorno il governo federale cambi la sua posizione e consentire che la cannabis stessa o qualsiasi cosa contenente cannabis siano registrati e riconosciuti a livello federale. Al momento, chiunque voglia ottenere un marchio registrato a livello federale per la cannabis è vincolato ai prodotti contenenti CBD.

Marchi registrati e Cannabis negli Stati

Gran parte di ciò che le aziende del settore della cannabis stanno facendo attualmente per quanto riguarda i marchi registrati sono solo congetture, in questa fase. Fino a quando, e in effetti, se il governo federale dovesse rivedere la propria posizione nei confronti della cannabis, nessuno saprebbe per certo se l’approccio del “fare fronte comune” potrebbe funzionare necessariamente e se i marchi legati alla cannabis sarebbero in grado di passare direttamente ai reali prodotti della cannabis. Finora non ci sono casi di prova o precedenti cui fare ricorso!

A che punto è quindi la situazione nell’ambito della legislazione statale? Come probabilmente sapete, o forse no, nel corso dell’anno scorso (2017) è stata registrata con successo la prima varietà di cannabis in diversi Stati “legali”.
I marchi statali sono più facili da ottenere rispetto ai marchi federali, ma non offrono lo stesso grado di protezione, poiché ovviamente ogni marchio statale tutela il prodotto/azienda in quel determinato Stato. Si devono quindi ottenere diversi marchi statali per tutelare la propria attività in diversi Stati.

Tuttavia, anche a livello statale, quando una varietà di cannabis diventa marchio e legittima è un passo cruciale, cambia la situazione. Improvvisamente si ha qualità e coerenza. Prima della legalizzazione non c’erano standard e le cose non potevano essere gestite con tutti i vantaggi che un’attività legale ha da offrire. Non c’erano tutele per nessuno, titolari, rivenditori o clienti che fossero. Non c’erano test o garanzie sul prodotto, non c’erano livelli di pubblicità o di prezzo. Le persone si limitavano a condividere tra loro, scambiarsi informazioni online e soddisfare reciprocamente le varie esigenze. Alcuni in modo onesto, ma altri non così tanto! Varietà conosciute come la Sour Diesel e la Bubba Kush sono coltivate in lungo e in largo, ma i creatori sono in gran parte sconosciuti e non ricompensati.

Fino ad ora non si è sentito quasi mai che selezionatori e coltivatori avessero ottenuto crediti e ritorno economico per le varietà create, né che siano stati in grado di controllare chi le potesse coltivare. Se si trattasse di qualsiasi altro settore, questi diritti verrebbero dati per scontati, registrati es esercitati senza ripensamenti, secondo le normali prassi commerciali. Proprio come lo sarebbero per tutelare l’integrità e la qualità del marchio da emulatori senza scrupoli. Questo è il motivo per cui i selezionatori della prima varietà di cannabis con marchio registrato GG#4 hanno cambiato le cose ed è stato raggiunto il primo gradino della scala che rivoluzionerà il settore della cannabis.

GG#4 (l’artista precedentemente noto come Gorilla Glue#4) è diventata un po’ una varietà superstar dal suo avvento trionfale solo 4 anni fa e praticamente tutti affermano di aver fumato, coltivato o venduto questa varietà.

Creata accidentalmente nel 2012 a Las Vegas da “Joesie Wales” e “Lone Watty”, la GG#4 è il felice incidente che si è verificato quando la pianta femmina “Chem Sister” è diventata ermafrodita sulla Sour Dubb ed è stata poi incrociata con una Chocolate Diesel. I semi sono stati prodotti ma non sono germogliati per circa un anno e arrivati al 4 ° fenotipo, è stata decretata vincitrice, notata non solo per la sua super forza, ma anche per l’appiccicosità stile super attack: è così che la Gorilla Glue#4 ha preso il suo nome ed è nata.

Vincitrice di numerosi premi alla Cannabis Cup del 2014, questa varietà è stata regalata ad alcuni coltivatori privati e sono stati venduti 100 cloni in un concorso della cannabis per testare la stabilità della varietà. La varietà era così valida che la notizia è stata inevitabilmente “trapelata” da uno o più di questi coltivatori opportunisti e non è quindi passato molto tempo prima che la GG#4 fosse distribuita in numerosi dispensari e presente in molte case.

Vittima dei suoi stessi punti di forza, se la notizia della GG#4 non fosse stata trapelata, probabilmente non avrebbe raggiunto il livello di infamia che detiene oggi. Questa situazione agrodolce è stata in qualche modo una benedizione e una maledizione, in quanto i selezionatori GGStrains sono stati oggetto di una controversia legale riguardante il marchio di altri. La società della supercolla “Gorilla glue”, che ha contestato il nome e l’impatto negativo che lo stesso avrebbe potuto avere sul suo marchio. La conseguenza è stata che Gorilla Glue #4 è diventata GG#4. Non ci è voluto molto prima che i creatori, LLC di GG Strains, vedessero i potenziali benefici e decidessero che avevano bisogno del loro marchio registrato per tutelare la loro nota varietà, anche se solo a livello di Stato.

GG Strains ha il primo marchio di cannabis noto a livello statale per il nome della varietà GG#4 e per quella determinata varietà di pianta di cannabis medica in Colorado, Nevada e Washington e ne ha altri in cantiere. Naturalmente questi marchi registrati non valgono a livello federale, ma è un buon inizio e dà speranza e protezione agli uomini onesti del settore che si adoperano per i giusti motivi.

I ragazzi della varietà sono preoccupati dell’autenticità, del marchio e della titolarità. GG Strains è composta di soli 2 coltivatori della vecchia scuola, che non hanno mandato a nessuno lettere legali, minacciandoli di smettere di coltivare GG#4, che non stanno cercando di far chiudere nessuno o d’impedire a qualcuno di coltivare questa incredibile variante. Al contrario, stanno solo tutelando la loro creazione e stanno dando l’esempio di come dovrebbe essere e dovrebbe essere fumata la Gorilla Glue, dando anche riconoscimento a chi l’ha creata e alle sue origini. Hanno anche una dichiarazione di missione aziendale che è quella di “garantire che tutti i consumatori e i titolari di tessere per la cannabis/marijuana medica ricevano la stesso GG#4 ogni volta che l’acquistano”.

Questo problema non è certo una novità. Sono anni che chi spaccia riesce a gestire diverse varietà e sono certo che a tutti sia capitato di vederlo almeno una volta, come a me. Il tutto diventa un problema quando si verifica a livello commerciale all’interno dei dispensari. È probabile che se entrate in un dispensario ci saranno “false” varietà di “GSC” “GG#4” “OG Kush” “Sour Diesel” “Zkittles” e altre e se compraste decine di esemplari della stessa varietà da dispensari diversi, è probabile che al fumarle sarebbero tutte diverse.

Come tutte le buone aziende che vantano la qualità del loro prodotto, GGStrains vuole che l’utente finale riceva il prodotto reale e non venga truffato, giacché attualmente, in assenza di una legislazione sui marchi in vigore per la cannabis è tutto troppo facile. Chiunque può dare qualsiasi nome a qualsiasi erba, illegalmente o addirittura in un dispensario, venderla e guadagnarci alle spalle di una varietà di buona qualità, mentre in realtà si tratta di un prodotto con qualità inferiori. I selezionatori non si possono permettere il lusso di altri settori, come il controllo qualità, un’immagine coerente per il marchio e uno stato giuridico nazionale, il che significa che le varietà non sono omogenee e variano da luogo a luogo.

Questo precedente di marchio ha stabilito il livello di riferimento per altri coltivatori e GG Strains sono visti come i selezionatori da seguire e cui aspirare. Sono diventati dei veri visionari, mostrando quello che potrebbe essere il futuro del settore legale della cannabis. Ovviamente, come precedentemente detto, nessun prodotto della cannabis ha ancora ricevuto un marchio riconosciuto a livello federale e quindi il sistema non è stato testato ma offre speranze. GG Strains ha grandi progetti in corso e sta operando come società totalmente legale con… campagne di marketing, nuove linee e accordi di licenza che potrebbero facilmente farli diventare uno dei più grandi attori del settore prima o dopo qualsiasi cambiamento nella legislazione federale sulla cannabis.

Quindi le varietà registrate a livello statale impediranno ai distributori di vendere varietà a caso qualcosa di più speciale ?? No, probabilmente non del tutto, questa è la risposta. Proprio come avviene per orologi e borsette finte, ecc. Non si riuscirà mai a evitare che le persone vogliano fare soldi facili, e ci sarà sempre un mercato, in quanto alcuni consumatori sono soddisfatti di fumare qualunque cosa venga venduta al valore nominale. I marchi registrati daranno comunque garanzie e saranno un simbolo o segno di autenticazione per chi cerca qualcosa di autentico.

La GG#4 ha stabilito uno standard che si spera che i creatori della nuova generazione di varietà seguiranno mentre si sforzano di liberarsi dalle catene dell’illegalità e che porterà il settore della cannabis nel mainstream, dove queste persone potranno essere apprezzate e ricompensate per il loro lavoro e potranno controllare l’integrità del marchio.

Unendo l’utilizzo, laddove possibile, di marchi registrati riconosciuti a livello federale per ragioni sociali, loghi e prodotti collegati e di marchi registrati di varietà vegetali, le società saranno nella migliore posizione possibile per giocarsela nel settore. C’è molto da guadagnare dalla Cannabis, tutti lo sanno e alcuni potrebbero dire che man mano che questo movimento prende slancio, il governo USA dovrà inevitabilmente seguire il passo. Questo significa che i selezionatori che hanno già vari marchi depositati per prodotti a base di cannabis e/o prodotti contenenti cannabis a livello statale dovrebbero essere in cima alla lista per ricevere il via libera per mantenere ed espandere i marchi esistenti.

L’unione della legislazione sui marchi statali e federali può sembrare nebulosa, contraddittoria e limitante al momento, ma più le aziende traggono vantaggio da ciò che è a loro disposizione per legittimarsi il più possibile, maggiori saranno le possibilità di successo e l’intero settore si svilupperà ulteriormente a vantaggio di tutti, dai selezionatori agli utenti finali, che sia chi ne fa uso ricreativo o terapeutico.

Di Rich Hamilton

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