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Introduzione all'Ice-O-Lator

Per: Kevin, February 27, 2015

L'Ice-O-Lator è un tipo di hashish che deve il suo nome al metodo di separazione della resina dai fiori e foglie di cannabis, attraverso l’utilizzo di acqua freddissima ed appositi setacci. 

L'Ice-O-Lator è un tipo di hashish che deve il suo nome al metodo di separazione della resina dai fiori e foglie di cannabis, attraverso l’utilizzo di acqua freddissima ed appositi setacci. Dapprima diffusasi nei Paesi Bassi, questa tecnica ha preso velocemente piede in tutto il mondo, garantendo, con un metodo non troppo complicato, delle qualità di hashish con concentrazioni altissime di THC, sebbene, con l’utilizzo di cannabis ad alto contenuto di CBD, si possa ottenere un’estrazione equivalente. Nell’impiego di questa tecnica, è importante sapere che la resina è liposolubile, cioè a base oleosa e quindi affonda nell'acqua a differenza della materia vegetale che è idrosolubile e quindi le parti vegetali, più leggere dell'acqua, rimangono a galla.

L’utilizzo dell’acqua fredda rende più facile la separazione delle ghiandole di resina dal materiale vegetale, ciò può tradursi anche in una resa maggiore finale in confronto all'hashish battuto a secco. A parità di qualità, però, potrebbe risultare più gustoso un hashish battuto a secco, che conserva molte proprietà organolettiche, rispetto ad un Ice-O-Lator, che al passaggio nell'acqua perde molte di quelle proprietà. Sicuramente la qualità del prodotto finale dipende molto dal materiale di partenza con cui lavoriamo, cioè dalla qualità di fiori o foglie che utilizziamo per l'estrazione. La resina della pianta di cannabis è presente soprattutto sulle infiorescenze, perciò un'estrazione che parte dai fiori garantisce una resa maggiore e di più alta qualità. Tuttavia, anche lavorando a partire dalle foglie possiamo ottenere degli ottimi risultati; la cosa fondamentale però sarà separare le foglie ingiallite e prive di resina dal resto del fogliame.

Gli strumenti e i materiali necessari

Ora elenchiamo il materiale che ci occorre per produrre il nostro Ice-O-Lator. Innanzitutto, dobbiamo procurarci dei sacchi appositi per Ice-O-Lator. Sono sacchi impermeabili con al fondo un setaccio molto simile ad una rete dalle maglie sottili e servono a trattenere estrazioni dalle diverse qualità; ogni sacco ha un setaccio con maglie di differenti dimensioni, che si misurano in micron, il simbolo è la lettera greca “μ” e corrisponde ad un millesimo di millimetro 1/1000mm. I sacchi per Ice-O-Lator più comuni hanno maglie con dimensioni che vanno dai 220-190-160 micron, spesso utilizzati per trattenere il materiale vegetale e mescolarlo con acqua e ghiaccio, fino a sacchi di dimensioni da 120-90-73-45 micron. Da questi ultimi molto spesso viene fuori dell’hashish con qualità elevatissime. Infine, ci sono i sacchi da 38-25-18 micron, che trattengono ghiandole di resina piccolissime. 

In tutti i casi, ogni varietà di marijuana ha qualità uniche; la dimensioni dei tricomi varia da genetica a genetica. Per esempio, da una pianta di Amnesia Haze può darsi che venga fuori un buon hashish utilizzando un setaccio di 90μ e, invece, da una varietà di O.G.Kush (le Kush provenienti dal nord America, producono una quantità impressionante di resina, perfette per le estrazioni) può darsi che sia migliore l'hashish tirato fuori dal sacco di 73μ. Non ci resta che provare. Una volta che ci siamo procurati i sacchi, abbiamo bisogno di due secchi per l'acqua dalle dimensioni di 15-20 litri. Le dimensioni dei secchi dovranno essere tali che i sacchi aderiscano al loro interno. Infine, ci serviranno uno sbattiuova o un trapano con un asta per mescolare, un termometro per acquari e tanto ghiaccio. 

È di grande importanza che l'acqua sia freddissima. Bisognerà infatti mantenere la temperatura sempre sotto i 5°C, aggiungendo costantemente del ghiaccio. I cubetti di ghiaccio utilizzati per i cocktail sono perfetti perché si sciolgono molto lentamente. Per lavorare 100gr di marijuana, abbiamo bisogno di 6-8 kg di ghiaccio; durante l'operazione consiglio sempre di conservarne una scorta in congelatore. Altro materiale da tenere a portata di mano sono dei fogli di carta forno, perfetti per porre ad asciugare l'hashish ancora bagnato. Infine, ovviamente, ci occorrerà il materiale vegetale, meglio se di buona qualità. 

Adesso passiamo alla parte pratica 

Partiamo da 110gr di fiorellini e foglie. Prima di iniziare, consiglio di lasciare per qualche ora la materia prima in congelatore. Prepariamo tutto l’occorrente, assicurandoci che il materiale di lavoro sia perfettamente pulito altrimenti ci ritroveremo un prodotto finale contaminato. Un ambiente pulito e ordinato è molto importante. Riempiamo il secchio con 6-7 litri di acqua. Sistemiamo il sacco da 190 μ all'interno del secchio in modo che aderisca alle pareti e rivoltiamolo in modo tale da ricoprire il bordo del secchio. Riempiamo il sacco con un paio di kg di ghiaccio. Ora riponiamo all'interno il trimm che era conservato in congelatore. Aggiungiamo altro ghiaccio – altri 2 kg dovrebbero bastare – e mescoliamo il tutto con lo sbattitore per qualche secondo in modo che acqua, ghiaccio e marijuana siano bene amalgamate. 

Controlliamo che la temperatura sia abbastanza bassa, intorno a 2-3°C. Ora mescoliamo a fasi alterne con lo sbattitore. Facciamolo ogni cinque minuti lasciando poi riposare la miscela per qualche minuto. Ripetiamo l’operazione per un totale di 15-20 minuti. Finito di mescolare, aspettiamo ancora qualche minuto in modo che le ghiandole di resina si depositino sul fondo del secchio; tiriamo fuori il sacco contenente il ghiaccio e la materia prima e lasciamo che l'acqua sgoccioli dal fondo. Quest'ultimo conserviamolo in congelatore, in attesa che venga utilizzato per la seconda e terza estrazione. Nel primo secchio utilizzato è rimasta l'acqua proveniente dalla prima estrazione. Prendiamo il secondo secchio e sistemiamo dentro il sacco della misura successiva, nel nostro caso quello da 120 μ. Rovesciamo all'interno l'acqua contenuta nel primo secchio.

Tiriamo fuori il sacco da 120 μ e versiamo un po’ d'acqua all'interno in modo da concentrare tutto il materiale sul fondo; facciamo scolare per bene l'acqua dal fondo del setaccio. Ora facendo molta attenzione, giriamo il sacco al contrario in modo che il fondo venga in superficie e, aiutandoci con un piatto rigido, cerchiamo di tenere teso il setaccio. Con una scheda telefonica grattiamo via il prodotto venuto fuori e riponiamolo sopra la carta forno ad asciugare, sempre facendo attenzione che non ci cada per terra. Accanto all'estrazione posata sulla carta forno annotiamo la misura corrispondente, cosi da non confonderci. Il prodotto che ne viene fuori dalla prima maglia è ancora sporco di materiale vegetale. Ripetiamo l'operazione con il sacco da 70μ. Dopo averlo sistemato nel secchio rimasto vuoto, versiamo all'interno l'acqua contenuta nell'altro secchio, utilizzata precedentemente; tiriamo su il sacco e facciamola sgocciolare, man mano che la maglia diventa più stretta, l'acqua impiegherà più tempo per filtrare dal setaccio. Quando sarà ben filtrata, giriamo il sacco su un piatto e grattiamo via l'hashish per riporlo ad asciugare. 

L'hashish che ne è venuto fuori a prima vista sembra molto pulito ed ha una tonalità molto chiara. Ripetiamo l'operazione con i sacchi restanti, quelli da 45 e 25μ. Posizioniamo il sacco da 45μ all'interno del secchio rimasto vuoto, versiamo l'acqua contenuta nel secondo secchio all'interno del sacco, tiriamo su il sacco in modo che l'acqua filtri dal setaccio e dopo che si è svuotato completamente dall'acqua, giriamolo su un piatto in modo che possiamo raccogliere la nostra estrazione per riporla ad asciugare. Ora ci rimane quello da 25μ, una volta posizionato nel secchio vuoto, versiamo l'acqua rimasta nell'altro secchio all'interno del sacco da 25μ, tiriamolo su e aspettiamo che si svuoti completamente, a questo punto giriamo il sacco al contrario e dopo aver raccolto l'estrazione con una scheda telefonica, riponiamola ad asciugare.

Il sacco da 45μ nel nostro caso, ha trattenuto piccole quantità di hashish, ma di buona qualità. L'hashish venuto fuori dal setaccio da 25μ, è di colore scuro, quasi nero. Una volta asciugato basterà una leggera pressione delle dita per renderlo una massa coesa. Terminate le operazioni di questo primo filtraggio, lasciamo che l'hashish asciughi sulla carta forno per tre o quattro giorni. Una volta secco risulterà abbastanza facile raccoglierlo e riporlo in un contenitore.

Ripetiamo l'intera operazione per altre due volte: l'acqua precedente gettiamola via e sciacquiamo secchi e sacchi. Riempiamo di nuovo il primo secchio con acqua pulita e sistemiamo all'interno il primo sacco con materia prima e ghiaccio, quello da 190μ conservato in congelatore. Mescoliamo con lo sbattitore per circa 20 minuti, ogni cinque minuti fermarsi e lasciar riposare per due o tre minuti. Durante questa fase, assicuriamoci sempre che la temperatura dell'acqua sia sotto i 5°C, se necessario aggiungere altro ghiaccio. Finita l'operazione, lasciamo riposare la miscela per qualche minuto. 

Tiriamo fuori il sacco da 190μ e filtriamo l'acqua rimasta nel secchio, attraverso i setacci da 120-73-45 e 25μ, come descritto precedentemente. Grattiamo via l'hashish dal fondo dei setacci e riponiamolo ad asciugare sopra la carta forno. Ripetere il procedimento intero per la terza volta, puliamo secchi e sacchi, riempiamo il primo secchio con acqua pulita e sistemiamo il sacco da 190μ , contenente materia prima e ghiaccio. Questa volta mescoliamo più a lungo acqua, ghiaccio e materia prima, per un totale di circa trenta minuti; tenere sempre la temperatura sotto i 5°C, se necessario aggiungete altro ghiaccio. Filtriamo l'acqua rimanente da quest'ultima fase dell'estrazione attraverso i sacchi da 120-73-45 e 25μ. Come descritto precedentemente, recuperiamo gli estratti dal fondo dei setacci e riponiamoli ad asciugare sulla carta forno. Ora possiamo disfarci del materiale vegetale iniziale e pulire per bene tutti gli attrezzi utilizzati. Se il fondo dei sacchi rimane incrostato di resina, la si può eliminare facilmente con un po’ di alcool a 96°. 

Raffinare, curare, conservare

Lasciare che il nostro Ice-O-Lator asciughi per bene. Sbriciolarlo in piccole parti quando ancora è bagnato, evita che rimanga umidità intrappolata. Il risultato finale, sono tre qualità differenti per ogni sacco utilizzato, quindi avremo in totale 12 qualità differenti di hashish. Nel nostro caso, quello da 120μ risulta abbondante ma non molto pulito. La prima passata risulta ricca di resina, infatti lavorandolo un poco tra le dita diventa un corpo unico che ribolle al contatto con la fiamma. Le altre due qualità di hashish da 120μ venute fuori dal secondo e terzo passaggio, invece, hanno bisogno di essere pressate a dovere per ricavarne una massa compatta. 

Al contrario, il setaccio da 73μ ci regala da tutti e tre i passaggi un hashish esclusivo. Il prodotto del primo passaggio è rossastro, brillante e possiamo distinguere i cristalli di resina ad occhio nudo. Molto buone anche le altre due qualità, con una resa abbondante. Al contrario, l’utilizzo del sacco da 45μ, vi avrà restituito una resa totale scarsa ma sicuramente di buona qualità. L'hashish da 25μ invece sarà molto scuro, quasi nero, ma ricco di resina.

È arrivato il momento della conservazione. Possiamo conservare le varie qualità di Ice-O-Lator in bustine di plastica distinte, lasciandolo in polvere, oppure possiamo pressarlo in vari modi. È possibile mescolare varie qualità di Ice-O-Lator, ad esempio quello da 120μ (un po’ più saporito) con quello da 25μ (con un high potente), permettendoci di provare gusti e sensazioni differenti. Piccole quantità di Ice-O-Lator possiamo lavorarle facilmente tra le mani, con pazienza verrà fuori una massa compatta.

In commercio esistono presse apposite di tutte le dimensioni, ma anche con una morsa e un po' di fantasia possiamo costruirci una pressa casalinga. Un metodo simile a quello diffuso in Marocco è di battere la polvere con un martello, fino a quando non ne risulterà una massa compatta. Infine, un metodo casalingo più semplice consiste nel riempire di acqua bollente una bottiglia di vetro e usarla come un mattarello per stendere la pasta per pizza. La pressione esercitata dalla bottiglia e il calore dell'acqua bollente, rompe le ghiandole di resina rendendole successivamente una massa compatta, come una placca. Nel caso la nostra polvere faccia resistenza a diventare una massa unica, aggiungiamo una goccia di brandy o whisky, l'alcool infatti scioglie la resina favorendone l'unificazione. 

Per verificare se il nostro Ice-O-Lator sia privo di residui, possiamo fumarlo con un bong, se la cenere residua sulla retina è chiara quasi bianca, è la prova di un hashish puro. Proviamo ad avvicinare la fiamma di un accendino al nostro Ice-O-Lator, il ribollire sarà sicuramente segno di buona qualità. Ora non rimane che consumare le nostre preziose estrazioni. Buona fumata e alla prossima estrazione!

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