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Lottando contro il caldo

Per: Kevin, October 5, 2016

Quando comincia l’estate, le piante sono già cresciute, vigorose e hanno molte foglie. Fino ad ora il raccolto sembrava che avrebbe avuto successo, ma con l’avanzare dell’estate, i problemi si moltiplicano. Ci sono eccessi di sale, la crescita rallenta e ci rendiamo conto che non produrranno le deliziose cime che dovrebbero produrre… Il caldo è arrivato nelle nostre coltivazioni!

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Quando comincia l’estate, le piante sono già cresciute, vigorose e hanno molte foglie. Fino ad ora il raccolto sembrava che avrebbe avuto successo, ma con l’avanzare dell’estate, i problemi si moltiplicano. Ci sono eccessi di sale, la crescita rallenta e ci rendiamo conto che non produrranno le deliziose cime che dovrebbero produrre… Il caldo è arrivato nelle nostre coltivazioni!

Bisogna tenere in considerazione che anche se il gambo e le foglie sopportano bene il caldo estivo, le radici in un contenitore non si adattano. In estate, basta prendere una pala e togliere un po’ di terra, toccarla e notare che non è calda, che rimane fresca, per rendersi conto della differenza fra la madre terra e un vaso, a livello di temperatura del substrato. Nel terreno, le radici si espandono verso il basso, in un vaso verso i bordi del contenitore ed è in prossimità della plastica che la temperatura aumenta d’estate.

Il riflesso del sole sulle piastrelle di un attico o di un balcone, che in primavera non pone alcun problema per le nostre piante, con il sole estivo può arrivare a trasformare lo spazio dove mettiamo i vasi in un forno e cucinare così le radici delle nostre piante.

Potete avere le migliori genetiche, usare il miglior substrato, i migliori concimi e additivi, ma se le radici si bruciano, le piante non esprimeranno tutto il loro potenziale. Una volta individuato il fattore che impedisce che si sviluppino bene le nostre piante, il caldo, resta solo da prendere precauzioni per fare in modo che non danneggi troppo le radici e che si riesca ad avviare la fioritura con la pianta nelle condizioni migliori, affinché possa esprimere tutto il suo potenziale e rendere quanto ci si aspetta dalla rispettiva genetica.

Vasi

Il primo passo è quello di scegliere correttamente i vasi. È fondamentale che siano bianchi e grandi. I vasi neri e marroni, a causa del colore scuro, assorbono il calore del sole più di quanto non riescano a rifletterlo e se tocchiamo un vaso di plastica nera ci rendiamo conto che brucia. Il colore bianco riflette maggiormente la luce del sole e assorbe meno calore e se tocchiamo un vaso di plastica bianca, ci renderemo conto che è caldo, ma molto meno di un vaso nero. Se non avete a disposizione un vaso bianco, potete mettere il vaso all’interno di un vaso di dimensioni maggiori, affinché rimanga all’ombra e non si scaldi.

Il passaggio seguente è quello di isolarli dal pavimento. Si può posizionare un materiale che funga da isolante, per esempio legno, polistirolo espanso, ecc. Il pavimento in legno per esterni, come una sorta di rete, è un buon materiale, ma ogni anno bisogna dipingere il legno o almeno immergerlo in acqua e candeggina, per liberarsi di eventuali parassiti che potrebbero essersi installati l’inverno precedente. Si possono anche mettere pezzi di polistirolo espanso, ma bisogna fare attenzione a non tappare lo sbocco di drenaggio del vaso.

Ombreggiatura

In questo modo eviteremo che il calore del pavimento cucini direttamente le radici dentro il vaso, come se fosse una piastra da cucina, ma non interrompiamo il caldo emesso dal pavimento, che ha un effetto forte. In un balcone, a seconda della posizione, non si nota molto, ma in un attico può essere fatale.

In questi casi, la cosa migliore è utilizzare un telo per fare ombra, che consenta il passaggio dei raggi del sole, ma che al contempo faccia ombra sul pavimento, dove sono posizionati i vasi. Potete fissare il telo circondando il balcone: questo contribuirà a rendere più discreta la vostra coltivazione. Se si parla di un attico, potete fissare il telo alle pareti o montare una struttura con profili di metallo e listelli di legno, per poi disporre il telo sopra di essa.

Tenete in considerazione che ci sono teli con trama diversa che consentono che il sole passi più o meno. In questo caso, cerchiamo un telo che consenta un passaggio più generoso dei raggi del sole, rispetto a quello di un telo oscurante. Una maglia che apporta il 40% circa di ombra lascerà passare luce a sufficienza per la fioritura e può arrivare ad abbassare di 7 gradi la temperatura nell’area di coltura, cosa fondamentale, perché è importante togliere il calore irradiato dal pavimento.

In questi casi conviene perdere raggi solari, ma ottenere un ambiente più adatto alle radici, che permetta alle piante di alimentarsi e crescere sane, perché se si bruciano le radici, le piante producono meno cime e di peggior qualità. Il fattore che frena lo sviluppo della coltura è il calore presente nel substrato ed è quindi l’elemento che dobbiamo modificare per andare avanti.

Irrigazione

Con il caldo estivo bisogna anche cambiare le abitudini d’irrigazione. In estate le piante assorbono più acqua, perché la traspirazione è maggiore, ma anche il substrato si asciuga più velocemente per evaporazione. D’altro canto le radici sono cresciute durante la primavera e hanno colonizzato il substrato, il che ha portato la pianta a crescere e richiedere quindi sempre più irrigazione. Se continuiamo a concimare come sempre durante i giorni più caldi dell’estate, avremo poi un accumulo di sali nei vasi. Di fronte al caldo estremo, conviene ridurre la dose di concime, poiché bisognerà irrigare più di frequente. In questo modo utilizzeremo la stessa quantità di concime, ma suddiviso in diverse irrigazioni.

A seconda della regione, della qualità dell’acqua, ossia dei sali disciolti, ci sono grandi differenze e si può trovare un’acqua dolce da 0 a 0,4 mS, normale da 0,4 a 0,8 mS, dura da 0,8 a 1,2 mS e di cattiva qualità a partire da 1,2 mS. per verificare la qualità dell’acqua, potete far misurare l’EC dell’acqua del vostro rubinetto nel vostro centro di giardinaggio di fiducia. Se l’acqua è dura o di cattiva qualità, sarà fondamentale utilizzare un filtro di osmosi inversa, per ottenere acqua di qualità. L’acqua del filtro deve essere ricostituita prima di essere usata sulle piante, in quanto devono ricomporsi i livelli di calcio e di magnesio. Nei centri di giardinaggio ci sono molti prodotti sotto forma di mononutrienti o di combinazione di nutrienti, che possono essere usati per ricostituire i livelli di magnesio e di calcio dell’acqua.

Misurate il valore originario dell’acqua, incorporate prima di tutto il calcio, alcuni millilitri e misurate l’EC fino a 0,2 mS in più, mescolate bene e poi incorporate il magnesio fino ad arrivare a 0,4 mS. Correggete la soluzione con una goccia di pH down. Una volta abituati a preparare l’acqua, noterete che non avrete bisogno di misurare l’EC, dato che le proporzioni sono sempre le stesse per l’acqua base. Ci sono prodotti che contengono sia calcio sia magnesio e in questi casi bisogna solo aumentare la concentrazione di sali disciolti nell’acqua fino ai valori di 0,4-0,6 mS, perché sono i valori dell’acqua in base ai quali si calcolano i concimi che utilizziamo sulle nostre piante. Partendo da un’acqua di qualità e facendo attenzione a non superare il dosaggio di concime, affinché non si accumulino sali nel substrato, avremo tutte le carte in regola per ottenere un buon raccolto.

Il filtro di osmosi utilizza varie membrane, per filtrare calcare, cloro e gli altri sali disciolti. Utilizza la pressione dell’acqua per farla passare attraverso vari filtri. Una parte viene filtrata ed è quella che usiamo, ma l’altra parte si spreca. Questa parte di acqua che va persa di solito è oltre il doppio di quella che si filtra. Per non sprecare l’acqua che il filtro respinge, si può raccogliere e utilizzarla per pulire il pavimento, pulire i vasi, ecc. In questo modo la nostra coltura diventa più sostenibile e si può risparmiare sulla bolletta dell’acqua.

Bisogna avere costanza nell’irrigazione ed è meglio farlo di mattina presta e non lasciare che il substrato si asciughi completamente. Se le foglie della pianta sono un po’ mosce o cadute, è chiaro che ha bisogno di acqua. Non è necessario arrivare a questi estremi, poiché aspettare che il terreno si asciughi genera stress nelle nostre piante, oltre a essere dannoso per i batteri e i funghi benefici che vivono nel substrato.

Il miglior modo per sapere se le piante hanno bisogno di acqua è alzare il vaso. Provate ad alzare il vaso con la terra appena tolta dal sacco e vedrete che ha un determinato peso. Dopo aver idratato la terra, potrete verificare che il peso è cambiato. Quando il substrato è asciutto, peserà ancora meno di quando è stato tolto dalla confezione. Le piante hanno bisogno di un substrato areato, con ossigeno. Un substrato eccessivamente bagnato, senza drenaggio, esaurisce l’ossigeno a disposizione. Se a questo aggiungiamo che l’acqua più calda contiene un volume inferiore di ossigeno disciolto, dobbiamo fare assolutamente attenzione all’irrigazione, d’estate, per farlo in modo più efficace possibile.

Se il substrato si è seccato, bisogna fare attenzione quando s’irriga, perché se si somministra molta acqua di colpo, si corre il rischio che vada a finire sul bordo del vaso e che non penetri in tutto il vaso, il che porterebbe a uno spreco di acqua senza idratare correttamente il substrato. Il modo più efficace di reidratare il vaso è quello d’irrigare con acqua al centro, senza che l’acqua arrivi al bordo del vaso, perché altrimenti si filtrerebbe sui lati, cosa che vogliamo evitare. Dopo che viene assorbita la piccola quantità d’acqua d’irrigazione, irrighiamo in modo simile e poco a poco incorporiamo l’acqua e solleviamo il vaso, per vedere quando è ben idratato. Una volta che ci si abitua al peso del vaso, ci si rende conto che non ci sono problemi al momento d’irrigare e di mantenere le piante sane.

Se le piante sono su un balcone e dovete usare piatti in plastica per raccogliere l’acqua che viene drenata dal vaso in modo tale che non finisca al piano di sotto, una volta che avete irrigato, togliete l’acqua che si deposita alla base del vaso.

Vasi piccoli e piante grandi, d’estate, portano problemi enormi. Meglio utilizzare un vaso grande, affinché non si debba irrigare troppo spesso, così si eviterà che la pianta sia soggetta a stress dovuto alla mancanza di umidità nel substrato e nel momento immediatamente dopo l’irrigazione, in cui c’è poca aria nel substrato.

Per ridurre lo stress delle radici a causa del caldo, sono molto utili gli additivi radicolari. Tenete sempre presente che anche se vediamo rami e poi cime, un sistema radicolare sano all’interno di un substrato equilibrato, significa buon assorbimento di nutrienti, che sono fondamentali affinché la pianta esprima tutto il suo potenziale. È la base del sistema e se si rompe la base, anche tutto il resto crolla. Arriveranno i momenti di squilibrio dei nutrienti, gli eccessi di sali e vedrete come una pianta che prima era verde e grande in primavera, non produrrà come potrebbe e non raggiungerà la qualità che ci aspettavamo.

Mantenere le radici sane significa molto per le nostre cime, come anche è importante una buona concimazione in fioritura, perché anche se assicuriamo tutti gli altri fattori che consentono lo sviluppo di una pianta, se la salute radicolare è quello che blocca il processo, per quanto lavoriamo sul resto, il fattore limitante della coltura saranno le radici. Per questo motivo chi coltiva su un attico o su un balcone, deve fare assolutamente attenzione in questi momenti, per non trascurare la parte delle piante che non si vede, ma che è fondamentale per una nutrizione adeguata.

Rinfrescate i vasi! Mettete la coltura all’ombra! La guerra contro il caldo è stata già dichiarata. Con qualche sforzo, in questa fase, possiamo portare avanti le nostre piante e assicurarci un raccolto di marijuana di miglior qualità.

Autore: Bosterix

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