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Cannabis terapeutica: il bollettino sull’anno 2018 a cura di Canapa Caffè

Per: Matteo, December 30, 2018

Riportiamo il bollettino inerente l’anno 2018 della cannabis terapeutica, a cura dell’Associazione Canapa Caffè

Nonostante nel 2014 l’erogazione di 1 milione di euro avrebbe dovuto garantire una produzione di 400 kg anno di cannabis medicinale, a fine 2018, possiamo solo notificare come con una manovra che dura da oltre 4 anni non si è ancora assicurata la continuità terapeutica ai pazienti in cura, e triplicando le spesa iniziale dopo 4 anni dall’avvio del progetto la produzione totale di Firenze è forse arrivata ad produrre il 25% di quello che sarebbe stato previsto per il suo primo anno di vita.


Riepilogo: 3,3 milioni di euro certificati (che con le ultime manovre sorpasseranno ai € 5.000.000) direzionati all’Istituto Chimico Farmaceutico militare di Firenze, con lo scopo di avviare una produzione italiana.
Solo dopo anni è forse giunta a un livello di produzione di 100 kg/anno di infiorescenze.
Solo dopo diverse difficoltà e ritardi la produzione italiana è divenuta realtà.
Nel gennaio 2017 vengono erogati i primi lotti di Fm2 come sostituto del Bediol (cannabis terapeutica olandese con un rapporto 1 / 1 di THC e CBD).
Purtroppo 3 tentativi sono stati fallimentari per la produzione della FM19, che sarebbe dovuto essere un sostituto del Bedrocan, (la cannabis che maggiormente importiamo dall’Olanda con un THC tra il 19 e il 22%).
Data la carenza di cannabis terapeutica nel mercato italiano, nel novembre 2017 viene lanciato un bando per l’acquisto di medicinali che non siamo riusciti a produrre. (LINK)

Vince Aurora Pedanios, multinazionale canadese, unica realtà in grado di soddisfare gli elevatissimi requisiti del nostro Ministero della Salute.
100 kg vengono acquistati al prezzo di Euro 573.770 IVA inclusa
Intervista ai responsabili di PEDANIOS.

Per l’estate 2018 si è deciso di non distruggere l’ennesimo tentativo fallimentare di FM19, è stata quindi prodotta un secondo tipo di cannabis terapeutica la FM1 (THC 13/20 %).
Da sempre si è proibita l’autocoltivazione ai pazienti, con la motivazione che questi ultimi non avrebbero potuto produrre un prodotto stabile.
Aver titolato un medicinale con un range 13-20% non è sinonimo di stabilità e professionalità, e molti farmacisti possono testimoniarlo.
Molteplici sono infatti i problemi riscontrati dai pazienti, soprattutto a causa di un protocollo sbagliato per cui per omogenizzare i principi attivi si è scelto erroneamente di macinare le infiorescenze.
Ad oggi sono stati erogati circa 100 kg di cannabis terapeutica di produzione nazionale, si stanno finendo di erogare i 100 kg di Aurora Pedanios importati dal Canada.
Dall’Olanda dall’azienda Bedrocan, fino a quest’anno importavamo 250 kg/anno.
Questi sono stati raddoppiati con le manovre del ministro Grillo che proprio ha confermato 700 kg che importeremo nel 2019 dall’Olanda e ha annunciato almeno 1 tonnellata, dichiarando:
“Il nostro Paese può contare attualmente, oltre all’importazione dall’Olanda, sulla produzione nazionale assicurata dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (che dovrebbe arrivare a 200 kg annui dai 50 iniziali) e sull’importazione dalla Germania (stock in corso di definizione).” LINK

Questo è quanto ha dichiarato il Colonello Medico in u’intervista.
Al momento ci risultano 3 serre operative: due con HPS da 27 m² ciascuna ed una a LED da 18m², conferma?
Esatto (LINK)
A NOSTRO AVVISO QUESTE SONO STRUTTURE CHE NON PERMETTONO LA PRODUZIONE INDUSTRIALE DI CANNABIS TERAPEUTICA CON CONTINUITA’ E AD UN GIUSTO PREZZO.
Inoltre già con il DM 9/11/2015 Si sarebbe dovuto stimare un fabbisogno regionale, e si sarebbero dovuti proporre in ogni Regione siti di produzione consone ai requisiti di GACP e GMP , che avrebbero operato sotto il controllo dell’Istituto Chimico Farmaceutico.
Vogliamo che siano date autorizzazioni ad aziende Italiane, considerando che requisiti GACP e GMP sono stati richiesti di fatto nel bando di dicembre proposto dall’istituto chimico farmaceutico. Neanche la Bedrocan era in grado di soddisfare tali requisiti.
Aurora, multinazionale Canadese fu l’unica in grado di soddisfare tali requisiti con un lotto apposito per L’italia.
Per il mercato canadese, ma anche per quello tedesco Aurora non ha obbligo di seguire tali protocolli.
“Il problema è che l’Italia esige un prodotto ad-hoc che non viene richiesto in nessun altro paese per tipologia di varietà, data di scadenza e trattamento ai raggi gamma.”
Easyjoint ha appena firmato un accordo con un fondo canadese. Sottolineando che nessuna azienda italiana, a causa di leggi che criminalizzano la coltivazione di cannabis, ha potuto fino ad oggi investire in questo mercato per raggiungere tali requisiti, possiamo solo ricordare le intenzioni annunciate di tale azienda di proporsi come principale produttore del mercato terapeutico. LINK

«E stiamo lavorando anche per portare i negozi in Canada» continua Marola. Quale può essere il passo successivo? «Senza dubbio il mercato della cannabis terapeutica, con un alto valore di Thc», la risposta.
La legge italiana infatti consente al ministro della Salute di concedere la lavorazione alle società private, ma a oggi il regolamento è rimasto lettera morta.
Molti operatori del settore, così come molti pazienti non hanno capito che le strutture per produrre cannabis terapeutica sono le stesse che servono per produrre cannabislight di qualità ad alto contenuto di CBD.
Chi lavora con i fiori nel settore canapa industriale ed ha raggiunto un elevato standard qualitativo, dovrebbe essere incoraggiato alla produzione di cannabis terapeutica nazionale.
Il nostro progetto Medical CanapaCaffè, Piantagrane Social Club-Coinfuso si occuperà di:
Proporre in ogni regione le migliori aziende candidate tra le aziende iscritte al nostro progetto (che al momento almeno abbiano una predisposizione al GMP) con lo scopo di ottenere l’autorizzazione alla produzione terapeutica.
Puntare all’ottenimento di finanziamenti pubblici per le aziende meritevoli italiane (non per le multinazionali!).

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