Terapeutica

Canapa e glutammato

Per: Kevin, May 10, 2018

In Italia la trattazione imprecisa e surreale degli eventuali danni e rischi dovuti al consumo di generi voluttuari estremamente diffusi, rende difficile la prevenzione e l’autocontrollo ma anche una adeguata conoscenza del pubblico. A differenza dei Paesi Bassi, dove la salute pubblica – e di conseguenza la legge – è indirizzata al contrasto del tabacco sotto ogni forma e di sostanze considerate inaccettabili. Anche per questo nei coffee shop olandesi è vietato l’utilizzo di sostanze altamente tossiche o cancerogene contenenti la nicotina.

Il fumo uccide. Una formula che non solo in Italia appare un dogma, una verità ovvia ed incontestabile di cui appare superflua ogni spiegazione. Con conseguenze drammatiche per le politiche sulla cannabis e con ricadute pesanti sui suoi estimatori che, sulla base di queste argomentazioni dogmatiche, si ritrovano criminalizzati per il loro rapporto con una pianta bistrattata oltre misura.

A fare luce sul rapporto tra la nicotina e il cancro furono per la prima volta negli anni ‘30 gli scienziati tedeschi, che ispirarono la prima conseguente crociata anti-tabacco del governo nazista il quale ben presto lo vietò ma solo alle donne. A dominare la propaganda ufficiale del Terzo Reich era lo slogan “Eine deutsche Frau raucht nicht!” (una donna tedesca non fuma) che accompagnava il divieto imposto al genere femminile e che, per ironia della sorte, contrapponeva Hitler alla provocante donna fumatrice e antifascista dell’epoca: Marlene Dietrich. Nonostante le intenzioni del dittatore, la lobby industriale di Philipp Reemtsma, coordinatore nazionale dell’industria, riuscì ad evitare un divieto totale che avrebbe messo fuorilegge il tabacco prodotto nella Crimea occupata.

Canapa e glutammato

Il tema è ancora di bruciante attualità. Dana Beal, organizzatore della Million Marijuana March, ha da tempo argomentato come il tabacco, stimolando la produzione del glutammato nel corpo, provochi i processi infiammatori che permettono alle cellule malate di sopravvivere e di vagare per il corpo, trasformandosi in vere e proprie mine vaganti. “Noto dagli amanti del cibo cinese di bassa qualità, che il glutammato mono-sodico attiva numerose funzioni nel cervello e nel corpo coinvolti nei processi di apprendimento e nella memoria di lungo termine; è uno stimolante naturale che scatena processi metabolici infiammatori”.

Il glutammato interagisce anche con numerose sostanze potenziandone gli effetti teratogeni, a differenza dei cannabinoidi e dell’anandamide, che al contrario ostacolano i processi infiammatori.

Secondo Dana Beal, i cannabinoidi ordinano alle cellule che secernono il glutammato di ridurre le emissioni in caso di surriscaldamento delle cellule. Secondo Il dottor Melamede dell’Università del Colorado, la funzione originaria dell’anandamide è quella di controllare le infiammazioni, considerando come la sua funzione nel corpo e nel sistema nervoso sia cresciuta oltremodo di importanza con l’aumento dell’uso del glutammato.

Anche per questo è falso sostenere il mito ripetuto secondo il quale “una canna è 3 (o 10) volte più cancerogena di una sigaretta” basandosi sul contenuto di resina. Viene definitivamente sbugiardato anche considerando il ruolo nella infiammazione cronica di glutammato della pleura dei polmoni che, generando i radicali liberi che attaccano il DNA delle cellule immuni di questi rivestimenti, scatena i processi teratogeni. Analogamente ai leucociti, queste cellule immuni sono presenti in zona per contrastare gli agenti patogeni (essendo i polmoni un grande vettore per le infezioni).

Tutto è ancora più chiaro se ci ricordiamo del fatto che il neuro-trasmettitore che causa lo sballo da nicotina è costituito dal glutammato. Una volta assuefatti alla nicotina, non ci si sente più male mentre il principale effetto “cascata” è costituito da un picco rapido di glutammato, che non dura più di 5-10 minuti e che ha l’effetto di calmare il dipendente, procurandogli un po’ di sollievo. Un effetto che peraltro potenzia la memoria di lungo termine, tanto che gli scrittori la utilizzano per finire gli articoli.

Ma nella pleura dei polmoni, la nicotina ha l’effetto perverso di porre le cellule danneggiate in uno stato di animazione sospesa, impedendo così il processo di apoptosi, la morte delle cellule.

Ma che succede se si continua a tenere una cellula danneggiata in vita mentre si riempie di radicali liberi prodotti da una infiammazione cronica di glutammato? Che ottiene possibilmente un brutto codice genetico e che divenuta cancerogena, comincia a migrare in tutto il corpo diffondendo quel codice sbagliato. Il motivo per il quale i fumatori di nicotina finiscono per sviluppare un cancro nei posti più impensati.

Al di là dei report sull’efficacia antitumorale della cannabis contro certi tipi di tumore, il meccanismo di azione dei cannabinoidi è di 180 gradi opposto a quello della nicotina: un effetto anti-glutaminergico ed antinfiammatorio. È questo il motivo per cui la cannabis viene prescritta per tutte le infiammazioni e le malattie autoimmuni. Indi per cui, indipendentemente dal contenuto di catrame o di prodotti della combustione – e con ciò non intendendo mancare di rispetto ai sostenitori della vaporizzazione ¬– con la cannabis al posto della nicotina nella mistura, non c’è niente da cui si possano scatenare fattori cancerogeni.

di Enrico Fletzer

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