Terapeutica

Sapore e resina

Per: Soft Secrets, January 6, 2019

Quali sono le sostanze che danno profumo e sapore all’erba che fumiamo tutti i giorni?

Il mondo cannabico va alla ricerca dei terpeni. Probabilmente l’effetto non interessa piùdi tanto a chi ne fa un uso ricreativo, bensì è il sapore ad esser maggiormente ricercato ora. L’aroma è data dal contenuto e dalla varietà di metaboliti secondari appartenenti alla classe dei terpeni, sintetizzati dal metabolismo della pianta a seconda dello strain di appartenenza. Ogni varietà si presenta con una forma e un portamento differenti l’una dall’altra.

Oltre che alle differenze visive vi sono anche quelle organolettiche date proprio da queste molecole sintetizzate principalmente dalle piante. La loro funzione nella vita delle piante non è sempre ben chiara, in molti casi sappiamo aiutano ad attrarre gli insetti impollinatori quindi possiamo riconoscerne una funzione riproduttiva. In altri casi svolgono la funzione di conservante o di repellente nei confronti di insetti patogeni. Altre piante contengono olio essenziale ricco in terpenoidi con marcata funzione antifungina probabilmente con una funzione di difesa.

Ai coltivatori interessano i terpeni (non quelli aggiunti!) per l’aroma e per cos’altro? Secondo recenti studi i cannabinoidi sarebbero la chiave che apre la porta all’effetto, i terpenoidi invece lo modulano aggiungendo caratteristiche altrimenti introvabili negli estratti puri di cannabinoidi. La differenza nell’effetto tra un’erba e l’altra è data dal differente contenuto di terpeni e non di cannabinoidi. La prova è semplice, basta assumere THC puro e notare la differenza dall’effetto di un cannone di erba ricca in THC.

I terpeni sono modulatori sinergici dei cannabinoidi e aiutano a mitigarne gli effetti collaterali. Quando andiamo in erboristeria a comprare una boccetta di olio essenziale stiamo comprando i terpeni di un’essenza spesso vegetale, estratti in laboratorio. Finora solo gli incroci dei breeder più bravi hanno portato all’attenzione il sapore, ma da qualche tempo a questa parte è anche il settore delle estrazioni che spinge nel campo dei terpeni, investigando facendo ricerca giorno dopo giorno in un campo sempre più tecnico e specializzato.

SAPORE E RESINA

Il mercato dei dispensari e coffee shops richiede prodotti sempre più di qualità, addirittura in California sono richieste delle analisi meticolose dei componenti delle estrazioni e dei fiori alla ricerca di contaminanti patogeni. Questo impone oltre che una maggior cura in produzione anche un occhio alla qualità della produzione, oltre che alla sua salubrità. Andando ad analizzare ogni singolo componente si possono identificare quei componenti dell’olio essenziale che danno un particolare aroma.

I coltivatori sanno bene come produrre fiori ed estratti ricchi in terpeni ma c’è qualcuno in giro che preferisce aggiungerli post raccolto. Se una volta si mettevano le bucce d’arancia nel vaso di concia, ora si possono ordinare in profumeria i terpeni preferiti ed aggiungerli ai propri prodotti. Per me il sapore è dato da terpeni naturalmente prodotti dalle piante e non aggiunti dopo la raccolta. Non si bara, non serve barare se si è capaci di coltivare. Non bastano le ultime varietà come la Zkittlez dal sapore di acqua di rose e frutta estiva?

I breeders stanno facendo passi da gigante, la natura ci darà così tanti nuovi sapori che nemmeno immaginiamo. Quel che cambia è la combinazione possibile di terpeni che possono ricombinarsi negli incroci nuovi e darci gamme di sapori nuove. Nell’olio essenziale di canapa si trovano queste sostanze ricercate, alcune fino al 30% sul totale in peso dell’olio ottenuto mentre altre ancora sono presenti in tracce. Naturalmente maggior sapore significa maggior profumo e quindi maggiori sguardi indiscreti se non la si trasporta in una bustina ben chiusa. Non vorrete mica che vi guardino tutti sul bus, no? D’altronde non è che un terpenoide il responsabile dell’attenzione dei cani antidroga all’aeroporto, non è di certo colpa di un cannabinoide.

Il primo della lista è senza dubbio il mircene. Si trova abbondantemente nella Mircia da cui prende il nome, nella citronella, nel luppolo, nella verbena tra le più conosciute, come nel mango che troviamo dal fruttivendolo. Ha proprietà antimicrobiche, antidepressive, antiossidanti, antitumorali, antisettiche, analgesiche, antinfiammatorie e miorilassanti. Il mircene rende più permeabile la membrana ematoencefalica per i cannabinoidi, intensificando e migliorando l’assunzione durante una fumata. Se dovessi consigliare di mangiare mango dovrei sicuramente parlare di cassette intere, probabilmente se si vuole provare l’effetto del mircene in sinergia col THC conviene coltivarsi una Kush di quelle neanche troppo recenti per provare appieno l’effetto couch-lock.

Un altro tra i terpenoidi incontrati in maggiori quantità è il pinene, presente nelle sue due forme isomeriche alfa e beta. In natura si trova nei pini, nella salvia, nell’eucalipto e nel rosmarino. Le sue proprietà sono note da millenni, è uno dei migliori espettoranti e disinfettanti delle vie aeree superiori, inoltre agisce come broncodilatatore dando quell’effetto di apertura polmonare tipico di numerosi strain. Inoltre il pinene interagisce con l’acetilcolina rendendo migliore la ripresa della funzionalità della memoria a breve termine.

SAPORE E RESINA

Un altro terpene presente è il cariofillene, nelle sue forme isomeriche presenti, responsabile di quella sensazione di bocca secca data dall’interazione col delta-3-carene sulle nostre mucose. Anche gli occhi ne risentiranno e avremo quella sensazione di gonfiore e rossore tipico delle prime canne. Ha proprietà antinfiammatorie ed analgesiche nel trattamento delle affezioni del cavo orale, inoltre è un cardiotonico e regolatore della pressione arteriosa. Non sempre è bene fumare cannabis in piedi… molto meglio sedersi ed evitare scompensi dovuti all’azione del cariofillene. Il suo profumo ricorda il pepe, le spezie, il sandalo e anche la canfora.

Il limonene, presente in tutti gli agrumi in misura differente e in alcune essenze presenti negli orti di mezza Italia come la menta e il rosmarino ha proprietà antibatteriche, antimicotiche, antidepressive e antitumorali. Interessante però la sua funzione tonica stimolante dell’umore. Quando fumate una Super Lemon Haze o una Super Silver Haze che contengono alfa-limonene e nerolidolo vi sentite agitati, pieni di energia? Colpa dei terpeni contenuti.

L’umulene è l’ultimo grande terpenoide che affronteremo in questo articolo, non che gli altri siano meno importanti, ma come ripeto mi servirebbero pagine e pagine per elencarli tutti con tutte le loro forme isomeriche. L’umulene ha spiccate proprietà antinfiammatorie e buone proprietà antitumorali come molti degli altri terpeni contribuendo col suo sapore forte al sapore delle infiorescenze. Il suo profumo è di luppolo, birra, canapa fresca. Essendo un isomero del beta-cariofillene lo si trova spesso assieme in grandi quantità nella stessa pianta.

Gli altri terpeni non riportati in questo articolo sono molti e in fase di studio soprattutto ai giorni nostri. Le implicazioni mediche sono numerose, si pensi all’approccio terapeutico differente a parità di cannabinoidi per ciascuna patologia. In un futuro non tanto lontano i pazienti avranno a disposizione cure a base di farmaci con cannabinoidi e terpeni dosati per espletare la migliore funzione sul loro metabolismo. Gli utilizzatori ricreativi invece avranno solo da leccarsi i baffi pensando alle numerosissime possibili varietà di sapore che verranno nel futuro. Sono più di un centinaio i diversi componenti dell’olio essenziale di cannabis possibili. Le combinazioni sono numerose!

Questo approccio alla canapa è molto moderno, richiede macchinari per l’analisi e lo studio della composizione organolettica dei campioni prelevati. Non dubito arriveremo in un futuro nel quale avremo in casa qualcosa come un mini-gascromatografo che possa aiutare chiunque a stabilire il grado terapeutico della sua erba o del suo estratto in base al contenuto in olii essenziali. O ancora meglio avere dei cataloghi di case del seme con i profili terpenoici attesi in determinate condizioni.

Chi coltiva cerca spesso di ottenere la maggior quantità di saporini dalle sue infiorescenze. La sua ricerca è verso i terpeni, verso cioè quelle sostanze che arricchiscono l’effetto e il profumo e il sapore dell’erba. Di conseguenza un bravo estrattore deve lavorare con materiale di partenza di alta qualità, ricco in altro oltre che cannabinoidi e cere. Negli estratti si ritrovano, più concentrati, gli stessi terpenoidi presenti nell’erba di partenza; talvolta subiscono reazioni per esempio di ciclizzazione o isomerizzazione dovute ai metodi estrattivi (che devono essere il più delicato possibile) e alla conservazione (al riparo quindi da fonti di ossidazione come luce ed ossigeno). La luce e l’ossigeno contenuto nell’aria sono nemici della cannabis in quanto ne rovinano sapore ed effetto degradandone i principi attivi. Se non si è bravi si corre il rischio di ritrovarsi con un prodotto dall’effetto molto forte e senza sapore. Se una buona estrazione deve sapere dell’erba da cui proviene allora una buona erba è indispensabile per procedere.

A chi mi chiede il trucco per ottenere infiorescenze di qualità, rispondo di concentrarsi sulla coltivazione organica o la organo-minerale e di perseguire la ricerca di prodotti corposi e saporiti, omogenei dal profumo al sapore… da naso a bocca deve sapere degli stessi aromi, dal primo all’ultimo tiro dello stesso cannone deve avere lo stesso sapore. Continuità significa questo, significa alta qualità. L’alto contenuto di antiossidanti nelle infiorescenze per un coltivatore significa maggior vita utile delle proprie infiorescenze in quanto sono meno suscettibili all’azione ossidativa dell’ambiente.

Buone fioriture a tutti e ricordatevi: i terpenoidi si ossidano molto velocemente all’aria e alla luce, quindi conservate adeguatamente i vostri prodotti, per non veder volatilizzare il sapore.

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