Growing

Exitable
04 Dec 2015

Nel precedente numero di Soft Secrets, abbiamo menzionato il SOG, acronimo di Sea of Green, una tecnica che permette di ottimizzare tempi e spazi della coltivazione. Il SOG prevede la disposizione di un numero elevato di piante per mq, nel nostro caso 25. La superficie illuminata è completamente coperta da piante di dimensioni identiche che hanno bisogno di un periodo di crescita breve, riducendo il tempo necessario per ogni raccolto.


Quando le piante hanno raggiunto un'altezza di circa 30 cm, sono pronte a fiorire. Innanzitutto bisogna cambiare il fotoperiodo: la cannabis per fiorire ha bisogno di notti lunghe. Impostiamo il timer che comanda l'illuminazione a 12 ore di luce e 12 di buio e sostituiamo le lampade MH, con bulbi HPS più adatti alla fase di fioritura. Abbassiamo le lampade a 40 cm di distanza dalle piante, in modo che la luce penetri più a fondo.

Ora prepariamo la soluzione nutritiva: partiamo da acqua osmotica con EC pari a 0 e aggiungiamo calcio e magnesio, quest'ultimo in misura ridotta, fino a raggiungere un valore EC di circa 0,35 μf/cm; nella fase di fioritura utilizziamo BioFlores, che è un fertilizzante specifico per fioritura, BioBOOST, un biostimolatore di fioritura che incrementa i processi metabolici della pianta, aumentando così la produzione di gemme, Carboload, una soluzione a base di carboidrati, Blossom Blaster di Grotek, un concentrato di fosforo e potassio che va somministrato solo durante le prime due settimane di fioritura e infine il silicato di potassio. Inoltre, durante le prime due settimane di fioritura continuiamo ad applicare lo stimolatore radicale Voodoo Juice. L'EC della soluzione nutriente deve risultare di 1,0 – 1,2 μf/cm e il valore del Ph deve essere pari a 6. Trascorsi 10 giorni dall'entrata in fioritura, polverizziamo le piante con una soluzione contenente DELTA9, il biostimolatore metabolico.

L'applicazione di questo prodotto va ripetuta il 30° e 45° giorno di fioritura, non spray, ma aggiungendolo alla soluzione nutritiva. Nelle prime tre settimane dall'entrata in fioritura, potiamo dalle piante i rami inferiori e le infiorescenze più piccole. Con un bisturi tagliamo via le parti che riteniamo non prendano luce a sufficienza e lasciamo solo tre o quattro rami apicali. Se osserviamo il giardino dal basso, la zona corrispondente ai primi 20 cm a partire dalla base del tronco deve risultare libera; le infiorescenze si concentreranno sui rami principali. Ogni settimana incrementiamo il valore del Ph e dell'EC con dosi maggiori di fertilizzante, fino a portarlo intorno alla 5ª e 6ª settimana ad un valore di circa 1,7 μf/cm ed a 6.5 il valore del Ph.

La temperatura ideale per la fase di fioritura è di 22°C e un tasso di umidità pari al 40%. Aumentare la ventilazione all'interno della growroom risulta molto utile. Nel caso il nostro giardino risulti contaminato da parassiti o malattie, consiglio l'applicazione di qualsiasi antiparassitario entro le prime 3 settimane, per non pregiudicare il risultato finale. Il pesticidi di derivazione chimica, spesso hanno termini di sicurezza di un mese prima della raccolta, mentre quelli di derivazione biologica, come il Neem, possono essere applicati fino a qualche giorno prima di raccogliere. Passato un mese dall'entrata in fioritura, le piante avranno accumulato grandi quantità di sali minerali, perciò procediamo con il risciacquo delle radici.

Irrighiamo le piante con acqua osmotica mescolata ad acqua di rubinetto, in modo da ottenere una soluzione con EC pari a 0,3 -0,4 μf/cm, fino a farla drenare dal fondo del vaso; misuriamo l'acqua drenata per sapere la quantità di sali minerali accumulati nel terreno e continuiamo ad irrigare fino a quando non riportiamo il valore entro i parametri desiderati, cioè di 1,0 – 1,5 μf/cm. In seguito irrighiamo le piante con la soluzione nutriente predefinita fino alla fine della 6ª settimana di fioritura. Nelle ultime due settimane alziamo le lampade ad una distanza di almeno 60 cm, per preservare la resina formatasi sulle cime e incominciamo la fase di lavaggio o flush.

Personalmente lo faccio con acqua di rubinetto con EC pari a 0,4 μf/cm e Ph 7.0, per assicurare alla pianta elementi nutritivi altrimenti assenti nell'acqua osmotica e un valore di Ph alto, utile a scongiurare l'apparizione di muffe. Il lavaggio serve ad eliminare gli eccessi di sali minerali che potrebbero alterare il gusto e sapore finale. Osservando le infiorescenze con una lente di ingrandimento saremo in grado di capire il grado di maturazione dei tricomi ghiandolari; da ciò dipendono alcuni effetti nel momento in cui fumiamo la marijuana. Ad esempio, se raccogliamo prematuramente, l'effetto sarà simile ad un high rapido ma di scarsa durata, mentre se la raccolta è tardiva, l'effetto della marijuana si farà sentire sempre di più con il passare delle ore.

Il momento di massima maturazione corrisponde ad un colore dei tricomi ghiandolari bianco latte. Quando siamo pronti a raccogliere, tagliamo le piante alla base del tronco ed tiriamo via le foglie grandi prive di resina, mentre alle foglie più piccole diamo una sforbiciata alle punte, per facilitare la successiva potatura. Sistemiamo le piante in una stanza al buio, dal clima asciutto, con temperatura di circa 16-18°C e tasso di umidità del 55%. Trascorse un paio di settimane passiamo alla fase di cura o concia: stacchiamo i fiori dai rami, tagliamo le foglie rimaste che mettiamo da parte per estrazioni future e conserviamo le cime pronte per essere consumate in contenitori di vetro. Buona degustazione!

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