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Campi verdi per tutti! – In nome del popolo sudafricano

Per: Soft Secrets, July 16, 2018

Forse la presenza più significativa dell’attivismo cannabico alla 61ma Conferenza sulle Droghe dell’Onu, è venuta dall’Africa australe nella persona di Myrtle Clarke e Julian Stobbs, un duo che dimostra ogni giorno come la cannabis -non solo in Sudafrica – sia utilizzata da persone assolutamente normali.

Anche per questo Myrtle e Julian hanno violato per l’ennesima volta leggi ingiuste per poter presentare, ai delegati delle Nazioni Unite e agli attivisti presenti alla CND di Vienna, una nuova piattaforma. Una piattaforma completa per la regolazione legale della cannabis in Africa, che ha come caratteristica saliente il rigetto del sistema delle licenze per la produzione e distribuzione della futura canapa legale. Un sistema che vede protagonista l’enclave del Lesotho, dove la cannabis è stata recentemente legalizzata solo per le élite e l’esportazione. Come a dimostrare che in effetti ci sono ancora tante manovre per non permettere che la dagga torni al suo posto tra i popoli dell’Africa australe e non solo.

La coppia è diventata famosa per il suo attivismo e il suo coraggio civile dopo la perquisizione domiciliare e l’arresto per possesso a fini di spaccio del “010, accuse poi ribaltate dal tribunale. Fu in quella occasione che la stampa sudafricana ribattezzò Myrtle e Julian la “dagga couple”:

Campi verdi per tutti! - In nome del popolo sudafricano

«Abbiamo avuto una visita con la mano molto pesante della Polizia sudafricana, che sulla base di una soffiata, ha perquisito la nostra proprietà alla ricerca di un “laboratorio della droga”. Quel che hanno trovato è una tranquilla coppia di mezza età in pigiama che aveva un po’ di dagga. Noi siamo stati arrestati dopo cinque ore di tortura nella nostra cucina, e dal momento che avevamo più di 115 grammi della sostanza siamo stati accusati di traffico di dagga. Poi siamo stati sottoposti a cauzione e rilasciati».

Invece di cedere o mediare con le autorità – in molti casi in Sudafrica basta pagare per estinguere la notizia di reato – la loro lotta è proseguita con estremo vigore, perseveranza ed intelligenza attraverso tutti i mezzi possibile. Myrtle e Julian sono riusciti a mettere sotto accusa 7 ministeri e l’intero sistema proibizionista. Tanto che i tribunali sudafricani gli hanno dato per ora ragione. Mentre dall’altra parte del paese, a Capetown, altri accusati hanno convinto la corte, che da allora ha stabilito il diritto di cannabis entro le mura domestiche.

La “dagga couple” è stata fin qui attivissima sui media, nelle manifestazioni e alle Nazioni Unite, e partecipa quest’anno al Cannabis Liberation Day di Amsterdam. La loro storia ci parla di un grande paese che pur con le sue contraddizioni dimostra una incredibile vitalità.

Nonostante la dagga sia utilizzata da secoli e ancora prima della colonizzazione, la follia delle incursioni manu militari della polizia continua, nonostante la dagga sia veramente dappertutto e il Sudafrica – secondo dati dell’ONU – sia diventato il quarto produttore mondiale di cannabis del mondo, con coltivazioni e prodotti di ogni genere e qualità a seconda delle popolazioni coinvolte. Anche per questo il processo di legalizzazione dovrà necessariamente tener conto delle differenze di classe etniche e culturali.no

La coppia intende introdurre gli “effetti desiderati” nel mondo del buzzword, le parole alla moda, di cui il mondo dovrebbe poter approfittare e godere. Tanto che le prime parole di plauso alla loro attività sono venute più che dal governo, al centro di continui scandali per corruzione dallo stesso apparato di giustizia
Myrtle e Julian riprendendo nel loro programma il detto latino Nihil de nobis, sine nobis, “niente sopra noi senza noi”, cinque parole da far risuonare come un mantra nelle orecchie di chi legge la loro proposta.

Con un progetto che ha una forte ricaduta sociale su popolazioni tradizionalmente sfruttate ed emarginate e che nonostante la fine dell’apartheid continuano a vivere in una situazione particolarmente disagiata e in cui la produzione di dagga svolge un ruolo importante per milioni di persone che dopo la legalizzazione andranno necessariamente reintegrate nell’economia legale.

Molto importante la proposta di un tavolo di risultati non negoziabili per una regolazione di successo in Sudafrica che fissi:
1) limiti ai minori
“) regolazioni legali della cannabis che non siano centrate intorno ad un sistema di licenze
3) che tutte le regolamentazioni siano tarate sulle leggi che regolano alcol e tabacco
4) la cessazione di ogni arresto o incarcerazione
5) che nessuno sia escluso per aver avuto condanne penali
6) divieto di test sul posto di lavoro a meno di specifiche ragioni
7) che l’uso di cannabis non possa esser utilizzato in cause giudiziarie o dispute familiari
8) che venga reintegrato il mercato nero nella canapa ri-legalizzata
9) che siano cancellati i profili penali per uso possesso e traffico di cannabis e che
10) che siano rilasciati tutti prigionieri con nessuna condizione e con effetto immediato.

Enrico Fletzer

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