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Hype di inizio anno

Per: Soft Secrets, April 6, 2018

Inizia il 2018 e sono in molti a prefiggersi obiettivi e buoni propositi per l’anno che viene. Io mi son posto l’obiettivo di andare negli Stati Uniti d’America, più precisamente là dove esistono i dispensari, a provare quegli strain che vedo ogni mattina su Instagram. Un nome tra tutti la Do-si-dos o la Zkittlez originale. Un mio vicino di casa a Barcellona invece vorrà smettere di fumare estrazioni e dedicarsi solo ai fiori autoprodotti migliorando a tal proposito il suo stile di coltivazione. Premesso che l’anno nuovo porterà tante belle novità a tutti i nostri lettori, voglio in quest’articolo riunire le tendenze e le novità di cui si parla recentemente nel mondo cannabico. Che ognuno dei nostri lettori possa incuriosirsi e chissà che non si parli proprio di voi lettori  in questo nuovo anno!     di CBG

Ho parlato di migliorare il proprio stile di coltivazione perciò parlerò di Super Soil, la tecnica di coltivazione biologica relativamente nuova ed ora di moda. Son proprio contento che si sia diffusa perché ha contribuito ad innalzare la qualità media dei fiori disponibili in giro, nonostante sia una pratica di difficile esecuzione: trattasi di una maniera di coltivare biologica che prevede la preparazione del terriccio accuratamente prima della semina. Così facendo si dovrà solo aggiungere acqua per far sì che i microrganismi aggiunti e presenti nel suolo diano nutrimento alle radici in cerca di acqua e sostanze nutritive per le piante. L’unico inconveniente che trovo in questa fertilizzazione è l’impossibilità di agire tempestivamente in caso di carenze e ovviamente trovo pure difficile azzeccare il fabbisogno della nostra coltura senza averla coltivata prima nelle medesime condizioni. Il lato positivo però è che finalmente sempre più fiori bio saranno consumati e quindi i palati diverranno sempre più scaltri.

Sempre parlando di coltivazione si è innalzato il livello dei terpeni presenti nei fiori coltivati: sono numerose le analisi che evidenziano oltre ai cannabinoidi anche le percentuali alte di terpeni espresse nei fiori (giusto stamattina leggevo di questa erba di un coltivatore californiano contenente il 6% di terpenoidi!!!). I terpenoidi sono quelle molecole che il nostro cervello percepisce come aromi, i profumi quindi e i sapori. Una coltura biologica esprimerà un contenuto maggiore di terpeni rispetto all’omologa coltura minerale.

Un’altra tendenza recente è la cannabis coltivata in regime di light deprivation. Nulla di nuovo, già da anni nel mondo cannabico sono adoperate le serre outdoor con tende oscuranti. Si tratta di piante coltivate in esterni forzandone la fioritura a regime di 12 ore di luce e 12 di buio oscurandole con dei teli. Nella ultima Emerald Cup esiste una categoria per i fiori coltivati con questa tecnica che permette di fiorire piante col sole di luglio (più forte di quello autunnale). Frenchy Cannoli è il nome di un attivista cannabico recentemente divenuto famoso per via della rivoluzione da lui perpetrata nel mondo delle estrazioni senza solvente. La sua tecnica di estrazione si ispira alle tecniche tradizionali utilizzate nel mondo per ottenere il fumo. Secondo mister Cannoli, anzi monsieur Cannoli perché ha origini francesi, una estrazione può dirsi completa se effettivamente rispecchia la pianta da cui proviene. Perciò l’ice-o-lator deve essere necessariamente full melt e non monosetaccio come si credeva sino a poco tempo fa. Fumare un 73-90 micron è differente dal fumare un 45-120 perché esclude tutta la gamma di tricomi troppo piccoli o troppo grandi rispetto al nostro intervallo da sempre considerato ottimale. Il risultato delle sue estrazioni è un fumo molto più ricco in sapore, la prova è facile e chiunque se ne convincerà (a patto di utilizzare fiori ben coltivati e non chimicate da coffee-shop). Inoltre Cannoli ha reintrodotto le temple ball che di per sé sono palline rotonde di ice-o-lator, ma in realtà sono anche la conferma che l’ice come prodotto finito va mescolato e pressato dolcemente e non lasciato in polvere.

L’ultima novità di questo periodo è la cannabis light, ossia la cannabis con contenuto di THC inferiore allo 0,2% venuta alla ribalta perché tecnicamente non punibile in Italia. Da secoli in Italia si coltiva la canapa da fibra e di recente è venuto in mente a qualcuno di commercializzarla fuori dalla classica filiera industriale. Si tratta di cannabis che non produce più dello 0,2% di THC quindi non ha effetti psicotropi e può venir assunta da chi non vuole effetti psicoattivi. Il mercato a cui si rivolge è ancora in fase di definizione, contenendo svariati cannabinoidi come ad esempio il CBD, può venir utilizzata per uso terapeutico ma anche per uso ricreativo dato che è cannabis a tutti gli effetti. A chi si trova in Italia consiglio sempre cautela dato che è passibile di sequestro da parte delle forze dell’ordine fino a migliori accertamenti sul campione trovato.

Lascio i nostri lettori a questo nuovo anno, buone fioriture a tutti!

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