Terapeutica

THCV: il cannabinoide più importante?

Per: Kevin, June 11, 2018

Una quindicina di anni fa S. mi chiese: «Franco, com’è possibile che gli abitanti di Malana fumino chilom tutto il giorno e riescano a correre su e giù per le montagne per tutto il giorno?». Gli risposi «Perché probabilmente il charas di Malana è ricco di CBD». «Ma il CBD è un sedativo!» mi rispose il mio amico. «No – dissi io – il CBD è sedativo verso gli effetti del THC: ne spiana i picchi, ne prolunga l’effetto, toglie l’ansia e la tachicardia». S. venne a Malana, raccolse dei campioni, li fece analizzare dal laboratorio di Canna: 20% THC e 32% CBD (crema fatta da esperti charsì). In quel tempo, in Olanda tutti attaccarono S.: “è impossibile… la macchina di Canna è guasta… il massimo di CBD analizzato finora è il 4%… si sono sbagliati…”. Ma da allora si cominciò a rivalutare un altro cannabinoide.

Ecco, mi ero sbagliato: sì, il charas di Malana è ricco di CBD, importantissimo, ma dovevo dire a S. che è anche ricco di THCV, TetraIdroCannabiVarina (o TetraIdroCannabiVarolo), cannabinoide raro e trascurato ma presente nelle piante autoctone himalayane, dall’Afghanistan al Nepal. I particolare nelle piante nate, cresciute ed adattatesi alle alte quote (in Nepal, fino a oltre 3500 metri s.l.m.), probabilmente formatosi per le particolari condizioni pedoclimatiche (io sospetto per l’azione potente degli ultravioletti, unita a notti fredde e terreni ricchi di minerali, ma lascio ai tecnici la spiegazione).

Non solo le piante himalayane contengono THCV, ma anche alcune sudafricane (gli Indiani hanno sempre portato i loro semi in giro per il mondo) e alcune provenienti dal sud est dell’Asia.
La molecola del THC ha una catena laterale composta da un gruppo pentilico (-C5H11), mentre quella del THCV ha una catena laterale composta da un gruppo propilico (-CH2CH2CH3). Se è presente il THCV, sono presenti anche altri cannabinoidi con il suffisso –varina (CBGV, CBDV, CBCV e via dicendo).

Per formare il CBGA, precursore di vari cannabinoidi (fra cui THC e CBD), si legano fra loro acido olivetolico e geraniolo. Per la formazione del CBGVA invece dell’acido olivetolico si unisce al geraniolo l’acido divarinolico, molto simile all’olivetolo ma con due atomi di carbonio in meno. Dal CBGVA derivano, per azione di enzimi specifici, gli altri cannabinoidi in forma acida, che possono decarbossilare e diventare attivi.

Non esistono piante con soli cannabinoidi del gruppo propilico, molto difficilmente si trovano individui con più cannabinoidi del gruppo propilico che di quello pentilico.
In medicina, il valore del THCV è ancora da scoprire. La differente e più completa modalità di azione delle piante definite (comunemente in modo erroneo) “indica”, la loro maggiore efficacia terapeutica, l’high lucido, quasi psichedelico, ma perfettamente gestibile in tutte le situazioni, sono molto probabilmente dovute all’azione del THCV, e alla sua azione sinergica con le altre sostanze presenti.

Negli studi finora condotti su questo cannabinoide si è trovato che è sia antagonista (ha effetti contrari) a concentrazioni basse, sia agonista (ha effetti simili) a concentrazioni alte, del THC. Riduce il senso di fame, si sostituisce al THC nei recettori, da’ un high particolarmente alto, lucido ed energetico, euforico (fa ridere). Ha una rapidità di effetti maggiore del THC, che svaniscono altrettanto rapidamente (poi subentra il THC). Negli studi finora condotti si è scoperto che il THCV è un potente antiinfiammatorio, antispasmodico e anticonvulsivo (quindi utile per l’epilessia). Potrebbe essere usato per combattere gli eccessi di peso e il diabete di tipo 2, è un neuroprotettivo, aumenta il senso di energia ed il senso di benessere, antipanico, riduce i tremori e le lesioni cerebrali associate a malattie come il morbo di Parkinson, stimola la formazione di cellule ossee (utile per l’osteoporosi), utile per trattare dipendenze da alcol, nicotina e oppiacei. Evapora a 220 gradi centigradi e non è quindi adatto ad essere vaporizzato.

Chiunque abbia utilizzato per periodi i derivati della cannabis himalayana sa che l’high è speciale, permette di sentirsi in perfetta armonia con tutto quello che ti circonda, a volte favorisce quello che è definito come “insight”, tradotto in italiano come: “intuito, intuizione, penetrazione, discernimento, introspezione”.

Il THCV non è classificato come sostanza psicotropa dalla Convenzione sulle Sostanze Psicotrope del 1971.

Una storia vera: tempo fa un genitore di un bambino epilettico e autistico è disperato, perché suo figlio è resistente a tutti i farmaci, ha continue crisi convulsive e, vivendo in un altro mondo per l’autismo, scappa e ingerisce tutto quello che trova, compresi gli escrementi. Sente parlare della possibile efficacia della cannabis, e decide di provare con canape ricche di CBD. Si riducono di poco le crisi convulsive, ma il quadro non cambia di molto. Per caso, viene in possesso di un preparato himalayano, lo prova (con cautela) sul figlio: le crisi si riducono significativamente, e il bambino comincia a risvegliarsi!

Grazie Cannabis. Grazie di essere nostra amica e di regalarci te stessa.
Om Namah Shivaya

Franco Casalone

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