Cannabis 2022: un mercato in ascesa

Maria Novella De Luca
30 Dec 2021

L'industria della cannabis cambia rapidamente e il 2021 non ha fatto eccezione. E ora che questo anno sta diventando vecchio e sta per concludersi, come da tradizione, si tirano le somme, per capire cosa di buono è stato realizzato.


Sebbene sia impossibile prevedere tutti i cambiamenti a venire, rileggendo quello che è accaduto durante questo lungo e difficile anno, e affidandoci al lavoro di esperti che studiano e lavorano nel settore della cannabis, abbiamo provato a tracciare alcune previsioni su dove si dirigerà l'industria della cannabis e come potrebbe evolversi.

Il 2021 ha visto i primi paesi europei compiere passi avanti verso la legalizzazione della cannabis. Il Lussemburgo e Malta sono diventati ufficialmente i primi stati dell'UE a legalizzarla per uso adulto, e la Germania si è impegnata a farlo.

Anche altri paesi europei, come evidenziato nella seconda edizione del “The Global Cannabis Report” pubblicato di recente dall’azienda Prohibition Partners, stanno iniziando a sondare le acque sulla legalizzazione della cannabis e i primi dovrebbero essere i Paesi Bassi e la Svizzera. Questo rapporto che fornisce una panoramica dello sviluppo dei mercati della cannabis a livello internazionale, considerando come potrebbero svilupparsi nel prossimo futuro, ci racconta che effettivamente stiamo vivendo in un'era che segna la fine del proibizionismo sulla cannabis.

L’industria globale della cannabis sta entrando in un periodo caratterizzato da una diffusa legalizzazione, innovazione e notevole crescita economica. Dopo un anno difficile come il 2020, il 2021 ha portato nuova linfa verso la legalizzazione, vendite record di cannabis medica e per uso adulto, nonché un massiccio afflusso di aumenti di capitale. Prohibition Partners, che fa parte di un gruppo più ampio di aziende che comprende Cannabis Europa, Business of Cannabis, BusinessCann e Atalis, rileva che le vendite globali combinate di CBD, cannabis medica e per uso adulto hanno superato i 37,4 miliardi di dollari nel 2021 e potrebbero raggiungere i 102 miliardi di dollari entro il 2026. 

Nel complesso, quindi, il settore sembra essere assolutamente pronto per un 2022 molto entusiasmante, con la diffusione della legalizzazione seguita da una forte crescita del settore. E i benefici di tutto questo dovrebbero espandersi alla giustizia, alla salute pubblica e all’economia globale.

Gavin Ogilvie, fondatore e CEO di Always Pure Organics, azienda specializzata nella produzione e distribuzione di prodotti a base di cannabis, ha dichiarato: "A seguito delle notizie arrivate di recente dalla Germania, ci rendiamo conto che la legalizzazione è un argomento di conversazione molto caldo che attira un grande interesse commerciale e molti nuovi investimenti. Quindi penso che assisteremo a un dibattito sempre più aperto sulla cannabis ricreativa in tutta Europa".

Sembra plausibile, quindi, pensare che i buoni risultati e i cambiamenti legislativi raggiunti in questo anno in molti paesi, possano avviare un effetto domino di legalizzazione per uso adulto in tutta Europa, simile a quello avuto già con la cannabis medica in Europa e con quella ricreativa negli Stati Uniti. E sicuramente, se così sarà, l’effetto domino funzionerà anche per i nuovi investimenti nel settore con un numero crescente di aziende pronte a mettersi in gioco in un mercato ormai maturo.

Clifton Flack, CEO di CiiTECH, società di ricerca, sviluppo e commercializzazione di prodotti a base di cannabis medica per il mercato globale ha dichiarato: "L'industria della cannabis medica ha trascurato fino ad ora il concetto di costruzione di un “brand” di consumo. Ma ora che la regolamentazione sta cambiando le cose in tutto il mondo, penso che anche questo aspetto cambierà ”. Lo segue in questo ragionamento anche Gavin Oglive che crede che con l'industria europea che "comincia a legittimarsi" ci sarà la necessità di costruire “brand” e comunità sempre più convincenti.

Mentre però in Nord America si stanno facendo molti progressi sulla "regolamentazione", c'è ancora del lavoro da fare in altri paesi del mondo, specialmente in alcune parti d'Europa come il Regno Unito.

"Il tabù sulla cannabis non è così forte come cinque o dieci anni fa. Penso che la regolamentazione, e certamente il dibattito più aperto sui media mainstream, abbia contribuito a non considerarla più una droga, ma manca ancora molto, si fatica ancora a considerarla un medicinale e ad accettarne l'uso da parte degli adulti. Ciò rallenta la rapidità con cui potrebbe avvenire il cambiamento” ha dichiarato Stephen Murphy, co-fondatore e CEO di Prohibition Partners. Clifton Flack di CiiTECH ha concordato dicendo: "I primi passi si erano iniziati a vedere prima della pandemia, ma penso che il prossimo anno tornerà quella spinta verso la regolamentazione dell’uso di cannabis”.

In effetti tutti sembrano essere ottimisti sul fatto che dal prossimo anno assisteremo a un aumento progressivo di nuove leggi e regole, che forniranno chiarezza per i mercati esistenti e costituiranno la base per quelli nuovi. “Il Giappone ad esempio sta "cercando chiarezza normativa" e alcuni voci svelano che si stia aprendo al mercato del CBD", ha affermato Jordan Greenberg, CEO di Yooma Wellness, piattaforma globale multimarca per il benessere, che include prodotti CBD e altri marchi. Greenberg ha sottolineato che che “questa maggiore chiarezza delle norme fornirà sicuramente stabilità nei mercati dei capitali" e che "la regolamentazione servirà anche a stabilire realmente chi sono i giocatori che operano secondo i più elevati standard normativi e secondo standard di qualità più elevati. Questo servirà davvero da catalizzatore per una ulteriore ristrutturazione del settore”

Sicuramente il mercato dei prodotti della cannabis e del CBD è imprevedibile, soggetto sia alle decisioni normative che alla disponibilità di prodotti coltivati. Ma le tendenze generali sono chiare e innegabili: questi prodotti stanno diventando sempre più diffusi per uso medico, ricreativo e per il benessere, e sono qui per restare e saranno sempre più visibili negli ambienti di vendita al dettaglio.

Un trend che, se i contesti normativi lo permetteranno, è destinato a verificarsi anche nel mercato europeo e questo è il nostro migliore augurio per il nuovo anno.

Ma un augurio speciale vogliamo rivolgerlo al nostro paese, all’Italia, dove, a conferma della grande voglia di cambiamento sulla cannabis, il 2021 ha visto una grande mobilitazione e una straordinaria raccolta firme per chiedere il Referendum sulla depenalizzazione della cannabis.

Il nostro augurio per il 2022 quindi è quello di andare alle urne tra Aprile e Giugno.

Buon Anno!


 

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Maria Novella De Luca